Gioco
In un mese 35 assalti nei locali di Livorno, tra furti e vetri spaccati
Vetrine in frantumi e distributori automatici sfasciati nei “tour” notturni dei malviventi. L’ultima ondata la notte scorsa con i raid in bar e ristoranti spesso per pochi spiccioli
LIVORNO. Trentacinque colpi nell’ultimo mese. Quarantasei da inizio estate. Non si placa l’emergenza furti in città. Riepilogando gli articoli pubblicati sul Tirreno dal 21 giugno scorso emergono numeri abbastanza alti: quasi un raid al giorno nelle attività commerciali livornesi.
LA PRIMA “ONDATA”
Come spesso accade l’andamento è a “ondate”. Ci sono notti in cui non ce n’è nemmeno uno e altre in cui se ne registrano tre o quattro. Il 28 giugno è il primo giorno critico. Tre colpi: alla cooperativa “Ancora”, al bar-pasticceria “Manalù” di piazza Benamozegh e all’hotel Amico Fritz: in questo caso un uomo ha rubato un cellulare a un cliente in dormiveglia nella sua stanza.
DIECI FURTI NEL BAR
Dalla rete non è rimasto fuori nemmeno il teatro Goldoni, che l’8 luglio scorso è stato preso di mira da un malvivente che, dopo essere entrato nel cortile attraverso un condominio vicino, ha spaccato la vetrata della biglietteria rubando un computer. La stessa notte sono stati portati via salami e crostate dalla Caffetteria Grande di Maurizio Lena (400 euro di danni e decimo furto subìto fra lì e “Il Dollino”, l’altro suo locale del centro, dove ha rivelato di voler iniziare a dormire con in mano una mazza da baseball) e al bar Rayan di via Garibaldi un cinquantatreenne, poi identificato per il livornese Paolo Cordano e denunciato, il giorno prima aveva rubato il cellulare a un bambino di tre anni, che ci stava giocando con il permesso dei genitori.
IL “TOUR” DEL LADRO
Ma è nella notte fra il 15 e il 16 luglio scorso che esplode la protesta dei commercianti. Parliamo, in particolare, degli imprenditori Romolo Mangone (il titolare del Caffè della Villa di viale della Libertà e di Daniele Mastalli, a capo del ristorante 0586 di via San Jacopo in Acquaviva) che, nelle stesse ore, subiscono furti e spaccate dallo stesso ladro che, poche ore prima, aveva preso d’assalto il bar Aurelia di viale Nazario Sauro. Che sia molto probabilmente la stessa persona lo si può notare dalle immagini delle tre telecamere che lo inquadrano nel “tour” del crimine che si concluderà con la “bellezza” di 25 euro racimolati in tutti i locali e, purtroppo, con una lunga scia di danni.
LE ULTIME ONDATE
Le ultime “ondate” sono quelle dei giorni scorsi, in cui dopo un periodo di relativa normalità – in cui comunque c’erano stati cinque furti in una settimana, in particolare quello al ristorante “Ci Piace” di Marco Brucioni, dove erano spariti due iPad e 300 euro di fondo cassa – i raid sono ripresi numerosi. Sette solo nelle notti fra sabato e lunedì scorsi: due alle lavanderie automatiche “Bd EcoWash” del referente di Confcommercio Dario Alati, in via Donnini e corso Amedeo, per una manciata di spiccioli, uno al quotidiano Il Tirreno dal quale un malvivente è scappato con due pc e 20 euro, un altro alla Caritas dove sono spariti i tesserini dei volontari, l’ennesimo alla pasticceria Magrì di via Mondolfi dove sono stati portati via 90 euro e un iPad, un altro al centro commerciale “Le Fate”, dove non sembrerebbe mancare nulla e, l’ultimo della serie, nella sede di Asa, dove è stata assaltata la macchinetta del caffè, dalla quale sono spariti gli spiccioli. Una lunga scia di danni che hanno messo in ginocchio commercianti e imprenditori livornesi.
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