Il Tirreno

Livorno

Sicurezza

Ancora una spaccata nei negozi: «Di notte schierate i soldati per le strade»

Stefano Taglione
I danni alla vetrata e nel riflesso il mattone utilizzato come ariete
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I danni alla vetrata e nel riflesso il mattone utilizzato come ariete

Livorno, distrutta la vetrata di Gimac Elettronica. La proposta del commerciante Andrea Fabbri: «I militari in città sono tanti e possono difenderci»

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LIVORNO. L’emergenza furti non si placa in città. Anche la notte scorsa, infatti, i ladri hanno preso d’assalto le attività commerciali. La spaccata, con la vetrata che in questo caso ha resistito all’azione dei malviventi, ha riguardato il negozio “Gimac Elettronica” di via de Larderel, a poca distanza dal tribunale civile. Stesso modus operandi di molti altri colpi: con un mattone di cemento, di quelli utilizzati come base per le recinzioni o i cantieri edili, i ladri hanno incrinato di quattro centimetri la vetrina sul retro decidendo poi desistere e scappare.

Tutto è avvenuto fra le 3.30 e le 4 di giovedì 11 agosto con una vicina che è stata svegliata dai forti rumori e, all’apertura, ha scoperto che quel frastuono proveniva proprio da “Gimac”. «Per fortuna il vetro è antisfondamento ed è risultato solamente danneggiato – spiega il titolare, Andrea Falchi – ciò nonostante, per ripararlo, serviranno almeno 3.000 euro. Abbiamo trovato l’enorme mattone di cemento armato con dentro i tondini che abbiamo dovuto sollevare in tre persone. I malviventi, di conseguenza, erano almeno tre o quattro. Ora rinforzeremo l’entrata secondaria già abbondantemente protetta con delle barre di ferro e delle staffe di metallo. Speriamo che sia il primo e ultimo raid che subiamo».

La soluzione, secondo il commerciante, sarebbe a portata di mano: «Polizia di Stato e carabinieri non hanno evidentemente personale sufficiente per pattugliare la città – propone – quindi perché non utilizzare i militari dell’esercito che popolano le nostre caserme? Con le auto, di notte, potrebbero per salvaguardare tutte le attività commerciali. Sarebbe una soluzione a costo quasi zero, considerando che comunque li stiamo pagando e sono dipendenti dello Stato. Se non hanno da svolgere altre mansioni, si potrebbe pensare a qualcosa del genere. Sono persone addestrate, saprebbero farlo molto bene».

Ieri, attorno alle 9, nel negozio è invece sopraggiunta una pattuglia dei carabinieri per verificare eventuali impronte digitali lasciate sul mattone. Nei prossimi giorni, Falchi, andrà a sporgere denuncia in viale Fabbricotti. 


 

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