Gioco
Con un mattone spaccano la vetrata della pasticceria Cairoli: due furti e in due mesi di apertura
Livorno, la rabbia dell'imprenditore Andrea Viacava: «Ha agito in 15 secondi, allarmi e telecamere purtroppo non sono bastati...»
LIVORNO. Hanno inaugurato la loro splendida pasticceria nel cuore della città il 2 giugno scorso, per la Festa della Repubblica. E da allora, in appena due mesi, hanno già subìto due furti. Pochi spiccioli rubati, una marea di danni arrecati. Un bilancio pesantissimo per imprenditori che decidono di investire i loro risparmi in un’attività commerciale in un momento molto delicato per l’Italia e per il mondo intero, dopo un biennio durissimo a causa dell’emergenza Covid che comunque, ancora, del tutto alle spalle non è. «Il benvenuto – commenta amaramente Andrea Viacava, uno dei soci dell’attività che si chiama “Cairoli Pasticceria 3.0” e si trova all’angolo con via Di Franco – ce lo hanno dato, per così dire, il 5 giugno, spaccando l’ingresso del locale inaugurato qualche giorno prima, mentre l’ultimo colpo è avvenuto stanotte (attorno alle 3 di mercoledì 10 agosto per chi legge ndr). Come al solito hanno distrutto la vetrata già mandata in frantumi in precedenza, per poi non rubare niente. Praticamente fanno solo danni, non traendo alcuna utilità dalla loro azione, dato che non portano mai via nulla».
Viacava è stato allertato dalla notifica automatica dell’allarme automatico in piena notte. Il suo bar ha telecamere e tutto l’occorrente per difendersi dai ladri, in una zona per altro centralissima – via Cairoli – dove non mancano neanche gli impianti di sorveglianza comunali e soprattutto le persone di passaggio visto che non ci troviamo in estrema periferia, ma nel cuore di una città. Poi, ieri mattina, per il sopralluogo è sopraggiunto un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato. «Dalla mia telecamera – è il commento del socio del bar del centro – si vede chiaramente questa persona, un uomo apparentemente giovane ma non credo minorenne, passare per tre volte davanti all’ingresso del locale e poi scegliere il momento giusto per agire. Non ha assolutamente scelto l’attimo propizio a caso, è passato e ripassato, voleva essere sicuro di dove si trovasse la cassa e che, evidentemente, in quel momento non passasse nessuno. Erano le 3 della notte. Per spaccare la vetrina, fra l’altro la solita del 5 giugno, ha preso il mattone di un cantiere edile e l’ha mandata in frantumi. In tutto ci ha messo 15 secondi: ha fatto irruzione correndo, ha buttato all’aria lo schermo del registratore di cassa e poi è scappato col cassetto. Credo che non lo abbia nemmeno aperto, lo ha spaccato e preso di netto: all’interno, fra l’altro, non c’era un euro».
Lo stesso racconto, Viacava, lo ha fatto agli agenti che appena entrato al lavoro ha contattato attraverso il 112. Un racconto esasperato, ormai, quello di un imprenditore non ha praticamente fatto in tempo a inaugurare il suo bar che già, per due volte in due mesi, deve fare i conti con i raid dei malviventi (in questo caso uno solo) che ne danneggiano enormemente gli affari senza guadagnarci un euro. «Dalle immagini – prosegue – ho notato che per entrare si è coperto il volto con la maglia, quindi neanche si vede bene. È entrato alla cieca, guadando attraverso gli indumenti, ma tanto ci ha messo 15 secondi... Le telecamere? Sì, sono utili, ma non penso che disincentivino più di tanto, visto che pur avendole installate il ladro ha agito ugualmente ed è stato per altro estremamente rapido. Era giovanissimo: non credo minorenne, ma parliamo di un ragazzo da poco maggiorenne. Mi ha sbriciolato il vetro, ha preso il cassetto del registratore di cassa e di lui si sono perse le tracce. Purtroppo i sistemi antifurto che ho installato, evidentemente, per stare tranquilli non bastano più. Quale soluzione devo adottare». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpeg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d920101)