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Processo Ghiaccione, la rabbia di chi deve ridare i soldi: «Ora ci hanno truffato due volte»
Massimo Massaini, insieme ad altre 21 persone, dovrà restituire tre milioni
LIVORNO. «Questa sentenza è assurda: mi sento truffato due volte. Io, così come le altre persone, volevo solo comprarmi una casa e ora mi ritrovo a pagare per una vicenda per la quale non ho colpa. Non so cosa pensare e, in attesa di leggere le motivazioni della Cassazione, devo capire come continuare a difendermi».
A parlare è Massimo Massaini, uno dei 22 livornesi truffati e ammessi come parte civile nel processo Ghiaccione – dal nome del complesso edilizio lasciato abbandonato a Collesalvetti, in via Caduti del Lavoro, dopo il fallimento della ditta Carolina – prima risarciti dalla Cassa di Risparmio di San Miniato, sulla base della sentenza della corte d’appello di Firenze, e ora costretto a restituire la somma liquidata a suo tempo alla Crédit Agricole, il gigante francese che nel frattempo ha inglobato Carismi. Si tratta degli anticipi che le famiglie, 15 in tutto, avevano versato a partire dal 2008 per vedere mai completata la propria casa. Che hanno perso e che ora, dopo aver riottenuto, dovranno restituire alla banca in quanto la Corte suprema ha deciso che i dipendenti di Carismi, e di conseguenza lo stesso istituto, sono estranei alla truffa.
L’importo è di circa tre milioni, una media di 200.000 euro a famiglia, «anche se io – prosegue Massaini – devo restituire 110.000 euro e rispetto ad altri sono molto più fortunato. C’è chi non riuscirà più a risollevarsi...». Marco Nocchi, che fin da subito aveva affrontato la battaglia in tribunale, è fra i più esposti: «Cosa dire? Niente, che è uno scandalo, ma prima di esprimere qualsiasi valutazione voglio aspettare la pubblicazione delle motivazioni della sentenza».
Ma come si è arrivati a un ribaltamento del genere? La Cassazione, dopo il ricorso del direttore e della vicedirettrice dell’allora Agenzia 1 Carismi di Livorno (Gabriele Bracci e Susanna Audiberti) per il primo ha annullato senza rinvio sia la sentenza di primo grado che quella d’appello, mentre per la seconda ha dichiarato che «il fatto non sussiste». Di fatto cancellando le condanne e, soprattutto, «le statuizioni civili», ovvero i risarcimento liquidati dalla Cassa di Risparmio di San Miniato dopo la penultima pronuncia. Contestualmente è stata annullata, senza rinvio, anche la condanna per estorsione a carico dell’ex agente immobiliare Attilio Petrillo, difeso dall’avvocato Marco Talini. Mentre il resto della sentenza d’appello è rimasto inalterato.
Forte della pronuncia, la banca, nelle scorse settimane ha già inviato le richieste di restituzioni degli importi. Sono le 22 le persone interessate che si erano costituite parte civile: oltre a Massaini e Nocchi anche Roberto Consani, Denis Fazi, Vania Puntoni, Barbara ConsaniMichela Linari, Franco Cappelli, Carla Marinari, Giancarlo Turelli, Alessandro Fantei, Luca Biagini, Cristina Berardo, Donatella Caroti, Pietro Emilio Cavalli, Lara Chelucci, Federico Nocchi, Brunella Paolinetti, Guido Piancastelli, Aldo Scacciati, Bruno e Veronica Senesi.
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