Il Tirreno

Livorno

Due giorni di fuoco lungo la Fi-Pi-Li. Bruciati 70 ettari, probabile il dolo

Claudia Guarino
Alcuni terreni andati in fumo lungo la Fi-Pi-Li
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Alcuni terreni andati in fumo lungo la Fi-Pi-Li

Ancora fiamme attorno alla superstrada, verifiche sulla stabilità di un pilone

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LIVORNO. Per il porto procedere avanti. È l’unica indicazione ancora leggibile sul cartello scolorito di una Fi-Pi-Li che sembra diventata la terrazza su un paesaggio lunare. L’odore di bruciato è fortissimo e vola spinto dal vento, arrivando nelle case di mezza città. I vigili del fuoco e i volontari dell’antincendio boschivo lavorano senza sosta: idrante dopo idrante, elicottero dopo elicottero. Con il volto annerito da quella stessa cenere che si è posata ai bordi delle strade. Ieri pomeriggio l’incendio accanto all’Interporto ha ripreso potenza. Ha mangiato altri campi, inghiottendo di nuovo la strada, con la Fi-Pi-Li chiusa ancora una volta, nel tratto compreso tra Interporto est e Interporto ovest. Mercoledì sono bruciati circa 70 ettari di terreno. Ma manca ancora un bilancio complessivo di due giorni di fuoco. E c’è anche da capire che cosa abbia scatenato l’incendio. I vigili del fuoco stanno indagando e considerano probabile il dolo.

Il primo giorno
Il primo incendio è divampato nella mattinata di mercoledì. Con le fiamme che hanno divorato ettari di campi e sterpaglie, attraversando la Fi-Pi-Li e la Sp 555 arrivando letteralmente a sfiorare le aziende che si trovano fuori dal perimetro dell’Interporto. Tra le altre un maneggio, una ditta di trasporti, un bar e un’azienda di spedizioni. «Ho visto le fiamme proprio qui dietro – racconta Maria Teresa Bernardini, moglie del titolare del ristorante che si trova sulla rotonda 1° strada, poco prima dell’Interporto –. Perciò siamo andati via. Per fortuna non ci sono stati danni al locale, ma c’era tanto fumo e vedere, adesso, dove è arrivato il fuoco lascia un po’ così». Il fuoco, lì, ha divorato tutti i campi, fermandosi prima della strada. Forse è cambiato vento, fatto sta che le aziende non hanno riportato danni. Mercoledì sera l’incendio era stato spento e i vigili del fuoco sono rimasti in zona per la bonifica.

Il giorno dopo
E hanno continuato la mattina successiva, quando il fumo bianco continuava ad alzarsi dai cumuli di cenere sparsi qua e là tra i campi, resti di qualche rogo scoppiato nella notte. Anche dopo che sono state riaperte le strade, d’altra parte, lo svincolo per Livorno centro è rimasto chiuso. Questo perché c’era il dubbio che il fuoco potesse aver danneggiato uno dei piloni e, dunque, messo a rischio la sicurezza delle persone.

Ieri pomeriggio c’è stato il sopralluogo dell’ingegnere di Avr, che avrà il compito di valutare la stabilità della struttura. Nel frattempo, sempre ieri pomeriggio, il fuoco ha ripreso potenza. Ancora nella zona dell’Interporto, a qualche chilometro di distanza. E a Guasticce sono tornate le squadre dei vigili del fuoco provenienti dal comando di Livorno e da Ponsacco con l’elicottero che si è alzato in volo da Cecina. I pompieri hanno lavorato fino a che la situazione è tornata, in serata, sotto controllo.

Le operazioni
A fianco dei pompieri, in questi due giorni, ci sono stati i volontari dell’antincendio boschivo di Pubblica Assistenza di Collesalvetti, della Svs di Livorno e della Misericordia di Montenero, oltre agli operatori del Pisano. Mentre la polizia provinciale e la stradale si sono occupate della viabilità e i tecnici della protezione civile di Collesalvetti hanno effettuato sopralluoghi. Per fortuna non ci son ostati feriti. Ora ci sarà da capire che cosa abbia scatenato il fuoco che ha divorato le strade e reso ettari di terreno neri come la pece. Gli investigatori non escludono il dolo. Anzi, lo considerano probabile.

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di Redazione web