Il Tirreno

Livorno

La storia

Disperso e senza un soldo: operaio salva un sessantenne in stazione

Stefano Taglione

	L'uomo salvato
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L'uomo salvato

Livorno: grazie a un video il dipendente di una cooperativa del porto lo ha fatto trovare dagli amici che lo cercavano a Bolzano

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LIVORNO. «Ciao, se possibile vorrei un caffè o un pacchetto di sigarette». Una richiesta di elemosina, che nascondeva però un grido di aiuto per essersi perso in giro per lo Stivale. È grazie a un video registrato da un operaio portuale livornese, Saimir Dashi, che un sessantenne di Bolzano, in Alto Adige, nei giorni scorsi è stato ritrovato dai suoi amici che lo stavano cercando da giorni. Si tratta di una persona che soffrirebbe di problemi di salute e che per questo, probabilmente, si era persa in Toscana.

Il portuale, trovandosi di mattina presto fuori dalla stazione ferroviaria di Livorno centrale e vedendolo in difficoltà, ha quindi deciso di registrare un filmato in cui si vede chiaramente il volto dell’uomo – anche se indossava una mascherina nera – pubblicandolo poi come “Storia” sul suo profilo Facebook, visibile a tutti. Visibile, soprattutto, anche agli amici del sessantenne. Che, con il suo tutore, dal Nord Italia lo stavano cercando per capire dove fosse finito. «Non ho nulla qui dietro», è stata la risposta di Dashi alla richiesta del tabacco. «Il caffè? Aspetto allora... me lo offri?», ha poi ribattuto il sessantenne con modi pacati e gentili. Il tabacchi della stazione, per altro, a quell’ora non era ancora aperto, quindi per l’operaio non è stato nemmeno possibile andare a comprargli ciò che voleva, ma intanto il caffè glielo ha comunque offerto al bar che aveva già aperto i battenti per accogliere i pendolari dei treni.

Il dialogo è stato immortalato nel filmato visualizzato da centinaia di persone dopo la pubblicazione sul social network, nel quale è stato più volte condiviso fino ad arrivare, per fortuna, agli amici dell’uomo che nel frattempo si stavano chiedendo dove fosse sparito, mettendosi sulle sue tracce. «Mi hanno contattato in tantissimi, ringraziandomi per il filmato – racconta Dashi, che è rimasto toccato dalla storia dell’uomo – Non ho capito come sia finito a Livorno, forse voleva andare in Sardegna, dirigendosi verso il porto. Era senza soldi, faceva l’elemosina, ma per fortuna il filmato è arrivato pian piano ai suoi amici che mi hanno scritto chiedendomi sue notizie».

L’operaio, dopo averlo assistito e filmato in stazione, se ne è andato. È il giorno dopo che è stato contattato dagli amici, scoprendo che il sessantenne era stato ricoverato per problemi di salute nel reparto di psichiatria dell’ospedale di viale Vittorio Alfieri: «Sono stati molti cortesi con me – prosegue Dashi – e io, su loro richiesta, sono andato in reparto per sincerarmi delle sue condizioni di salute. Per fortuna non è più in giro da solo, a dormire all’aperto, e appena verrà dimesso mi hanno spiegato che verrà accompagnato in Alto Adige da un’associazione di volontariato. L’importante è che si sia concluso tutto per il meglio e che gli amici che lo stavano cercando lo riabbraccino presto. Doveva essere aiutato».

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di Redazione web