Il Tirreno

Livorno

Il colpo

Svaligiato il ristorante “Ci piace”. «A Livorno i controlli non ci sono»

Stefano Taglione
I danni da "Ci Piace"
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I danni da "Ci Piace"

Via due iPad, soldi e sei casse di Prosecco. Il titolare: «Servono le ronde»

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LIVORNO. Hanno scassinato la veranda del locale poco dopo l’una di notte di ieri, scappando con due iPad per prendere gli ordini, sei casse di Prosecco e 300 euro di fondo cassa, oltre agli spiccioli lasciati dai clienti più generosi come mancia per le cameriere. Ennesimo furto, almeno il terzo negli ultimi tre anni, al ristorante “Ci Piace” di via Bacchelli, a Porta a Terra, di proprietà del livornese Marco Brucioni. Oltre mille euro i danni subiti.

Il ristoratore, una persona dal cuore d’oro che durante i mesi più duri della pandemia ha offerto cene gratis ogni sera ai cittadini più in difficoltà, ha scoperto del furto ieri mattina, appena si è presentato al lavoro. Poi, dalle immagini delle telecamere, ha compreso come ad agire fossero stati «due giovani, penso dei ragazzi, armati di arnesi da scasso» subito sequestrati dagli agenti delle volanti della polizia di Stato, rimasti sul posto per tre ore insieme ai colleghi della scientifica che hanno raccolto le impronte digitali dei malviventi. «Purtroppo noi commercianti e ristoranti non siamo assolutamente tutelati – si sfoga Brucioni – visto che a Livorno non c’è alcun controllo. Questi ragazzi, ogni notte, sono liberi di rubare in modo libertino, visto che non rischiano praticamente nulla. Io ho installato allarmi, telecamere e sistemi antifurto di ogni genere, il problema è che una volta che sfondano il locale per entrare è già tardi, i danni materiali li ho già subiti e a poco serve spendere 300 euro al mese per le società di vigilanza o per i metronotte che passano ogni quattro ore, visto che in quel lasso di tempo se i ladri devono colpire, colpiscono. I soldi per la sicurezza, lo Stato, deve spenderli meglio: ronde ogni sera, parlo di personale qualificato appartenente alle forze dell’ordine e non di cittadini presi a casaccio, che pattuglino la città per disincentivare questi episodi. Il sindaco Luca Salvetti – prosegue il ristoratore – sostiene che la città sia perfetta, ma sotto il profilo del controllo del territorio non è così e questi episodi ne sono la dimostrazione più lampante. L’unico rimedio, ovviamente illegale e che nessuno potrà mai adottare, sarebbe quello di posizionare dopo la chiusura del ristorante un circuito elettrico che faccia sì che il ladro, una volta a contatto con la porta, perda i sensi. È chiaramente impossibile da attuare, ma è un esempio che faccio per far comprendere che una volta che l’ingresso è stato sfondato, per agire è troppo tardi». l


 

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