Sicurezza
Enel vende edificio e piazzali nel cuore di San Jacopo
I locali vuoti da anni sono in via della Fonderia
LIVORNO. Incastonata tra via San Jacopo in Acquaviva e via Meyer, a due passi dal viale Italia e dal parco di villa Mimbelli, c’è un’area di quasi 1.200 metri quadri di proprietà dell’Enel vuota da anni. Ci si arriva passando da via della Fonderia, la strada a fondo chiuso che costeggia il retro del parcheggio ex Atl. La novità è che Enel, per la prima volta, ha deciso di metterla in vendita: valore base 245mila euro, la procedura pubblica è stata aperta il 15 luglio e le offerte dovranno essere presentate entro il 15 settembre.
Diciamolo subito: l’area è malconcia, ha bisogno di importanti lavori di ristrutturazione. Ma è grande, accanto al fabbricato principale (che al suo interno ha un appartamento) ci sono altri locali di servizio, una striscia di verde e un piazzale per parcheggiare. E soprattutto è in una posizione strategica, tra Acquaviva e il lungomare. Forse una delle pochissime strisce di terra rimaste nella zona per chi ha intenzione di investire (e i soldi per farlo). Non è un caso che ieri mattina nel piazzale in fondo a via della Fonderia si sia radunato un nutrito gruppo di imprenditori, alcuni anche molto conosciuti in città, ognuno con la propria coda di ingegneri e geometri. In parecchi, infatti, hanno chiesto di vedere l’immobile e gli spazi esterni appena l’annuncio di vendita è stato pubblicato su Immobiliare.it, così i tecnici di Enel hanno aperto i cancelli per una mattina. Si vedrà più avanti se la curiosità e le manifestazioni di interesse si trasformeranno in qualcosa di concreto, anche perché i diretti interessati staranno cercando di capire quanto e come possono essere modificati all’interno gli spazi già esistenti. E con quali costi.
Qui una volta c’era un centro strategico dell’Enel, che oltre alle tre cabine elettriche ancora funzionanti, ospitava dei locali per il dopolavoro dei dipendenti (al piano terra, dove ci sono ancora il canestro attaccato al muro e le corde della palestra) e un appartamento con una grande terrazza (al secondo piano, si vedono le piastrelle al muro, gli infissi, i vecchi lampadari).
I vicini raccontano che l’appartamento era abitato da un funzionario e dai suoi familiari: quando è scomparso, nel 2000, tutto l’edificio è stato chiuso. È quindi di fatto vuoto da più di vent’anni. E i segni del tempo si vedono tutti: per esempio lungo la bella scala in ferro battuto che porta al secondo piano o nel giardino che è stato appena ripulito al piano terra, dove si affacciano alcuni locali accessori pieni di macerie e vecchi arnesi.
Va detto che il prezzo è contenuto (considerando la posizione e la grandezza) perché nell’area insistono una servitù di elettrodotto e una servitù di passo legate alla presenza di tre cabine attive e di un cavo che passa sotto gli orti e arriva fino alla Terrazza Mascagni. Ma la stessa Enel sembra avere tutto l’interesse a contrattare con gli eventuali compratori uno spostamento dei vecchi impianti, in una logica di ammodernamento della rete.
È semmai verso il confinate parcheggio ex Atl che guardano dubbiosi molti. Piazzali e capannoni del Comune hanno bisogno di un intervento importante: sulla carta sono inseriti nel progetto che vuole farne una sorta di officina della cultura, con set per il cinema e foresterie, ma nella realtà quanto ci vorrà? E, dall’altra parte, il Comune ha mai pensato di guardare anche all’area dell’Enel proprio in virtù di quel progetto? l
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