Gioco
Ferito con una siringa abbandonata dopo il bagno alla spiaggia del Sale
Ventottenne a malattie infettive: «Dovrà fare altri esami fra due e sei mesi»
LIVORNO. Si è ferito con una siringa abbandonata sulla spiaggia del Sale. E ora, dopo essere stato visitato e rassicurato sia dal personale sanitario del pronto soccorso che dai colleghi di malattie infettive, dovrà farsi controllare fra due e sei mesi per verificare che tutto, come si spera, sia andato per il meglio.
Vittima dell’incidente un livornese di 28 anni, che venerdì scorso era appena uscito dall’acqua e indossava le ciabatte. L’ago – di una siringa intramuscolo, per i normali prelievi del sangue – non aveva il cappuccio ed era difficile da vedere. Secondo quanto ricostruito non sarebbe di quelli utilizzati dai tossicodipendenti per iniettarsi, ad esempio, l’eroina. «Era più grosso – dice il padre del giovane – e non per l’insulina. Potrebbe essere stato trasportato lì dalla corrente del mare. Non si può sapere, ma di sicuro bisogna stare attentissimi». Probabilmente in posizione dritta, mentre affiorava dai ciottoli ha ferito il ventottenne che è stato veramente molto sfortunato e, dopo aver trapassato l’infradito, gli è entrato sottopelle.
«A malattie infettive – continua il padre del ventottenne – ci hanno garantito che l’infezione da Hiv è improbabile all’aperto, perché il virus muore in pochi minuti, specialmente con questo caldo. Mio figlio stava camminando con le ciabatte proprio perché i ciottoli erano roventi. Ha perso poco sangue, cammina bene, certo non è normale che una persona vada a fare il bagno e rimanga ferito così. Ora non resta che seguire la tabella di marcia e fare ulteriori controlli».
Ma come mai quella siringa era lì? Potrebbe essere stata trasportata dalla corrente del mare, come ipotizza il padre del giovane, ma anche essere stata abbandonata sulla spiaggia del Sale da un tossicodipendente dopo una dose. Se è vero che per iniettarsi l’eroina vengono utilizzati altri modelli di siringhe, quelle per l’insulina appunto, è anche vero che le più grandi, per i normali prelievi o per le punture intramuscolo, «non di rado vengono utilizzate ad esempio per la diluizione», spiega un esperto. Avvalorando quest’ultima ipotesi, quindi, potrebbe essere verosimile che l’ago sia stato abbandonato lì da una persona dopo una dose. l
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