Gioco
Cibi da asporto e food delivery. Un tavolo per rispettare l’ambiente
Il fenomeno, scoppiato con la pandemia, non è regolamentato su scala nazionale
LIVORNO. I servizi da asporto e food delivery, già diffusi in America, hanno decollato anche in Italia durante la pandemia e Livorno è stata in linea con il trend nazionale. L’iniziativa imprenditoriale va incoraggiata e sostenuta, ma le attività all’aperto in zone non nate a certe destinazioni d’uso e magari in prossimità del mare, devono svolgersi in maniera sicura. Evitando anche il minimo rischio che il comportamento incivile anche di una sola persona, rechi danni all’ambiente. Le associazioni più sensibili al tema lo stanno segnalando, auspicando che in città aumenti la consapevolezza del cittadino. Plastiche e microplastiche abbondano in un Mediterraneo già malato e occorre una inversione di marcia nella quale ogni città porti il proprio contributo. Venerdi, l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello terrà un tavolo al quale parteciperanno Aamps, alcuni esercenti di categoria e associazioni ambientaliste. Per cominciare a discutere del problema e trovare soluzioni che soddisfino tutte le parti. « Mettere cassonetti liberi non serve, tra l’altro diventerebbero contenitori per ogni tipo di spazzatura» dice Cepparello. «Favorevole alla distribuzione di un sacchetto dove buttare tutto e portarlo a casa. Ma forse non lo farebbero tutti. Si potrebbe guardare a un ritiro direttamente organizzato da chi fa il servizio. La cauzione? Se parte come iniziativa degli esercenti, si. Ma non può essere imposta dal comune. Per legge. Il delivery va regolamentato e non abbiamo tanti esempi da copiare perché il fenomeno è scoppiato con la pandemia. Bisogna studiarla bene e per questo c’è bisogno della collaborazione di tutti. Certo è che chi lascia lo sporco, ci pensa ai danni che fa?». Intanto, da qualche parte, in Italia, ci si sta muovendo. Ecco come.
Zero rifiuti
È nata Around , un progetto che si dichiara aggregatore di servizi “zero waste” del settore food. Cinque ristoranti milanesi hanno messo a disposizione dei propri clienti contenitori riutilizzabili. Un sistema che a breve dovrebbe sbarcare anche a Torino, Bologna, Firenze il cui obiettivo è incoraggiare la riduzione dell’imballaggio usa e getta e lo spreco di cibo, costruendo un ecosistema di riutilizzo basato su un packaging riutilizzabile nell’asporto e nel food delivery. Ma pensando anche aulla vendita a prezzi scontati del cibo invenduto a fine giornata, sempre dentro contenitori riutilizzabili. I clienti possono riportare i contenitori allo stesso locale o in futuro, ad altri esercizi aderenti della stessa città .
I clienti possono selezionare sulla app e andare a ritirare all’orario indicato dal ristorante, sapendo che i contenitori hanno un Qr code che rimanda all’app, disponibile su Apple store e Google play. Non c’è cauzione, ma se la riconsegna non avviene entro 7 giorni, si procede con un addebito di 10 euro.
Per il ristoratore è doppiamente vantaggioso, perché risparmia sui costi di gestione degli imballaggi monouso e riduce i costi del cibo invenduto.
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