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Livorno

MUSEO DELLA CITTA'

Vespucci, la nave più bella del mondo: la mostra

Vespucci, la nave più bella del mondo: la mostra

Inaugura per l'apertura di Effetto Venenzia la prestisgiosa esposizione di Sestini e Galimberti

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Livorno Bellezza, emozione, sorpresa. È una mostra che affascina, che racconta una grande storia – quella della nave scuola “Amerigo Vespucci” – ma anche tante storie diverse disegnate sui volti di ufficiali, sottufficiali, marinai e allievi dell’Accademia Navale che ogni estate vengono imbarcati per la campagna di istruzione. Maki Galimberti ha fotografato i volti, Massimo Sestini è invece l’autore delle foto in movimento. Comprese quelle del veliero in navigazione, mentre alza l’onda e gli spruzzi.

«Mi piacciono da sempre quei quadri ottocenteschi dove sono dipinte navi a vela in mezzo all’oceano – ha raccontato Sestini all’anteprima dell’esposizione che sarà inaugurata il 3 agosto al Museo della Città, in concomitanza col via di Effetto Venezia (resterà poi aperta fino al 30 ottobre) – Io non sono un pittore, ma un fotografo: finalmente sono riuscito a comporre un ‘quadro’ con quelle caratteristiche».

La mostra si intitola “La più bella del mondo”, come è statpo definito il “Vespucci” Questa nave maestosa campeggia nelle gigantografie che accoglieranno i visitatori della mostra che ha un bel catalogo edito da Sillabe. Una conoscenza visiva di grande impatto, prima di immergersi nell’oscurità delle sale fra maxi-foto rretro illuminate.

Quali ricordi il “Vespucci” suscita in chi quasi 40 anni fa era un allievo ed oggi, col grado di ammiraglio, è al comando dell’Accademia Navale?

«Ricordi indimenticabili quelli del battesimo del mare sul “Vespucci”. Dopo un intenso anno di studio in Accademia Navale il “Vespucci” è una tappa fondamentale nella formazione di ogni allievo che forgia la tempra del marinaio. Io ho avuto la fortuna di fare a bordo del Vespucci una campagna di istruzione lunga ed interessante. Era l’estate del 1986. Imbarcammo alle Bermuda dopo un viaggio in aereo con scalo a New York».

La tradizione vuole che gli allievi della prima classe scelgano in navigazione il nome del loro corso.

«Fu così anche per noi. Il nome del mio corso è Audace e fu scelto come da tradizione in navigazione, fra Ponta Delgada e Cadice. Sul drappo verde della nostra bandiera cucimmo il simbolo del corso: un’ aquila che vola sopra il mare mentre sostiene nel becco lo spadino dell’allievo. Un’immagine che racchiude l’oceano, la traversata con il “Vespucci”, il nostro essere allievi ufficiali ed il volo che facemmo per raggiungere la nave scuola alle Isole Bermuda».

Le foto in mostra l’hanno emozionata?

«Evocano ricordi bellissimi che fanno parte del mio vissuto da allievo. Lì si consolidò la mia motivazione per la scelta intrapresa, facendo crescere in me la passione per la Marina Militare e il mio lavoro. Il “Vespucci”, per un allievo, è una vera e propria scuola di vita: insegna ad affrontare le sfide, superarle e comprendere i propri limiti, insegna ad ubbidire prima di comandare e trasforma l’allievo in marinaio».

Lei è milanese, il mare è lontano dalla sua città…

«E’ vero ma sono sempre stato attratto dal mare. Quando nel 1985 arrivai da Milano per il concorso in Accademia e varcai per la prima volta il cancello di San Jacopo sentii di aver compiuto un passo importante, un primo giro di boa. E da quel momento Livorno e la Marina mi accolsero. La mostra mette in evidenza il trinomio inscindibile tra Livorno, Accademia e nave Vespucci. Livorno diventa la nostra città adottiva, l’Accademia ci forma come uomini e professionisti , il “Vespucci” costituisce il nostro battesimo del mare«.

L’ammiraglio Biaggi, al Museo della Città, ha portato i saluti della Marina e dell’Accademia, mentre Maki Galimberti e Massimo Sestini hanno raccontato la genesi della mostra nata da un’idea di Carla Bardelli. L’assessore Simone Lenzi ha sottolineato il rapporto dell’equipaggio con la nave. Ed ha aggiunto che l’allestimento è un esperimento che insieme alle mostre precedenti sta portando verso il nuovo Museo della Città, che deve essere dinamico capace di offrire eventi e temi innovativi. In chiusura il ringraziamento al Comune che ha subito “adottato” il progetto insieme al Lem, con il patrocinio della Regione Toscana e della Marina Militare.l


 

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