Il Tirreno

Livorno

Una donna a capo dell’ospedale «Felice di tornare qui mi sento a casa»

Matteo Tuccini
Una donna a capo dell’ospedale «Felice di tornare qui mi sento a casa»

Lisanna Baroncelli è la nuova direttrice

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VIAREGGIO. Tra i corridoi dell’Asl si dice: era la migliore scelta possibile. Di sicuro Lisanna Baroncelli, da poche ore nuova direttrice dell’ospedale Versilia, arriva con l’entusiasmo di chi riceve un incarico importante in un luogo che professionalmente ama. «Avessi potuto – dice – quando sono andata a Livorno mi sarei portata dietro tutta la Versilia, ospedale in primis».


Perché la dottoressa Baroncelli, che da domani prende ufficialmente il posto dell’ex direttore Giacomo Corsini – promosso a direttore sanitario dell’Asl – al Versilia aveva già lavorato. Per cinque anni, dal 2007 al 2012.

Dottoressa Baroncelli, secondo l’Asl uno dei punti di forza di questa nomina è la sua precedente esperienza professionale proprio sul territorio. Che ruolo aveva?

«Ero nella direzione medica: collaboravo con la dottoressa Grazia Luchini, il direttore sanitario Antonio Latella e l’allora direttore generale Giancarlo Sassoli».

La vecchia Asl della Versilia. Che ricordi ha di allora?

«Un grande spirito di squadra, che permetteva in momenti drammatici come quelli successivi alla strage di Viareggio di mostrarsi come un corpo unico. Lavorando al fianco della propria comunità. Io sono livornese, ma non me ne sarei mai andata: ho dovuto farlo per esigenze familiari. Oggi sono felice di tornare in quella che considero una terra d’adozione».

Oggi in ospedale si percepisce scoramento, sfiducia, mancanza di entusiasmo. È un clima diverso rispetto a 10 anni fa.

«Se la situazione è questa, vorrà dire che mi impegnerò per conoscerne a fondo i motivi. Sono certa che quello spirito di squadra non si è perso. I punti cardine sono orgoglio e fiducia nel proprio lavoro e un legame stretto con la cittadinanza, che è il nostro riferimento. Servizio sanitario non è un modo di dire, è ciò che dobbiamo essere: un servizio».

I versiliesi, in ospedale e fuori, manifestano scontentezza per i servizi. Che cosa dirà ai colleghi quando prenderà il suo posto?

«Il lavoro dei miei colleghi è di qualità, questo è evidente. Lo sa benissimo anche l’Asl, che ha sempre considerato centrale il Versilia. E sta facendo di tutto per risolvere problemi che sono di tutti gli ospedali. Forse la Versilia ha sofferto di più, ma garantisco che si sta battendo ogni strada possibile. Non posso promettere che arriveranno legioni di medici; però le dotazioni di personale saranno certamente un obiettivo. Per quanto riguarda i cittadini, lo so che tengono al loro ospedale e ci sono affezionati. Dobbiamo ritessere tutti i rapporti di fiducia che si possono essere sfilacciati. Il popolo versiliese sa riconoscere il lavoro che viene fatto».

Lei arriva dalla “sua” Livorno, ospedale complicato dove era il braccio destro del direttore Luca Carneglia. Che cosa si porta dietro?

«Un percorso non facile, ma stimolante durante la pandemia. Abbiamo fatto squadra e tra colleghi è nata una solidarietà incredibile».

Ieri mattina lei, da fresca direttrice dell’ospedale, era a vaccinare contro il Covid.

«C’era bisogno e mi sono offerta. I vaccini sono stati un momento epocale: a Livorno sono stata uno dei primi due medici che hanno cominciato a vaccinare. Ora c’è da lavorare sulla quarta dose».


 

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