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Prigioniera dell’ascensore «Ci scusiamo per lo stop, adesso è funzionante»
LIVORNO. Un ascensore funzionante e l'altro in fase di manutenzione straordinaria, in attesa dei pezzi di ricambio necessari. È l’esito del sopralluogo che Casalp ha effettuato ieri mattina in via Passaponti dopo che Il Tirreno ha raccontato la storia di una ragazza disabile, che ha detto di essere prigioniera in casa a causa dell’ascensore non funzionante. «Scusandoci per il disservizio che si è verificato, comunichiamo che dei due impianti ascensore di cui dispone l'edificio, uno è attualmente in manutenzione straordinaria – spiega Marcello Canovaro, presidente di Casalp – l'altro è funzionante ma, a causa di alcuni malfunzionamenti, ha dovuto essere sottoposto a interventi di riavvio, con soste anche di alcune ore. Purtroppo ciò ha comportato l'intervento dei vigili del fuoco, ma con evidente disagio per gli utenti. Il 25 luglio abbiamo ricevuto per email da parte della famiglia interessata nel quale ci comunica che sono stati costretti a chiamare i pompieri per persone rimaste chiuse. Abbiamo risposto all'interessata tramite email avvisandola dello stato delle riparazioni e che eravamo in contatto con la ditta manutentrice per risolvere con immediatezza la situazione. Oggi ho verificato che l’ascensore attualmente disponibile è funzionante. L'altro è tuttora in attesa dei pezzi di ricambio necessari». L’assessore al Sociale Andrea Raspanti, commenta così: «Siamo contenti che la situazione sia stata risolta. In questo caso si è trattato di un guasto tecnico, ma ci sono altre situazioni critiche legate alla vetustà dei condomini di edilizia popolare. Dal 2019 abbiamo fatto di questo problema una priorità. Abbiamo aperto una linea di finanziamento dedicata verso Casalp per liberare le persone con disabilità che vivono in alloggi inadeguati, che più che case col tempo hanno finito per diventare prigioni. Abbiamo risolto finora 20 situazioni che aspettavano una risposta da anni e proseguiremo il lavoro anche nella seconda parte del mandato. Da segnalare che fino al 2019 il problema era stato sostanzialmente trascurato».
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