Il Tirreno

Livorno

Picchiò la moglie davanti al figlio: operaio condannato a tre anni

Stefano Taglione
Picchiò la moglie davanti al figlio: operaio condannato a tre anni

L’uomo dovrà risarcirla subito con una provvisionale di 5.000 euro

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LIVORNO. È stato condannato a tre anni di reclusione in rito abbreviato per maltrattamenti in famiglia. Questa la pena per un operaio livornese di 57 anni accusato di aver picchiato la moglie quarantasettenne davanti al figlio di 12 anni, che nell’ultima occasione (il 17 gennaio scorso) si è messo in mezzo per difendere la mamma ed è stato a sua volta aggredito, convincendo la donna – poi dimessa dall’ospedale con 21 giorni di prognosi – a denunciare una volta per tutte il marito violento. L’uomo – che Il Tirreno non rende identificabile per preservare l’anonimato della consorte vittima di violenza – è stato inoltre interdetto per cinque anni dai pubblici uffici e condannato al pagamento di una provvisionale di 5.000 euro alla moglie, il cui risarcimento verrà però deciso separatamente in sede civile. Per il giudice deve anche pagare le spese processuali per la costituzione di parte civile. Le motivazioni della sentenza pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare Mario Profeta saranno depositate fra 45 giorni.

La vittima – subito assistita dallo sportello antiviolenza della Provincia di Livorno, guidato dalla consigliera di parità e avvocata Cristina Cerrai, e poi seguita nel procedimento dalla collega Manuela Demurtas – aveva denunciato due anni di violenza, praticamente dall’inizio del lockdown, in un’integrazione di querela presentata il 7 marzo scorso. I fatti contestati si riferiscono invece al 17 gennaio, quando l’uomo venne arrestato dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, diretto dal tenente Marco Saccà, anche per il reato di minaccia a pubblico ufficiale. «Qui finisce male per tutti… lo show sarà fatto fino in fondo», aveva risposto l’operaio ai militari dell’Arma giunti in casa della coppia dopo la richiesta d’aiuto della donna. La sentenza, inizialmente prevista per l’inizio di giugno, è stata rinviata a qualche giorno fa visto che la penultima udienza è stata dedicata interamente alla testimonianza della vittima, che ha raccontato in modo molto dettagliato le violenze subite (prima, invece, in camera di consiglio era stato ascoltato l’imputato ora condannato).Al cinquantasettenne – difeso dall’avvocato Francesco Agostinelli – per il momento è vietato avvicinarsi al figlio e alla donna. La difesa aveva chiesto la revoca della misura cautelare nei confronti del minore, alla quale però il tribunale si è opposto (così come la parte civile). L’uomo, che dopo l’arresto in flagranza di reato aveva perso il lavoro, nel frattempo ha comunque intrapreso un percorso per uomini maltrattanti perché – come sostenuto nei mesi scorsi al Tirreno dal suo legale – ha «capito l’errore». Attualmente è libero, con i due divieti di avvicinamento. l


 

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