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Aveva una pistola russa carica Imprenditore edile finisce in carcere
Il 44enne Indrit Spaneshi è accusato di detenzione abusiva di arma illegale
LIVORNO. Stava mangiando insieme a due suoi collaboratori in un locale di Stagno quando i carabinieri hanno fatto irruzione. Nel marsupio gli hanno trovato la Tokarev, una pistola di fabbricazione russa un tempo utilizzata dall’Armata Rossa, con sette proiettili inseriti nel caricatore. Quindi pronta all’uso. Ed è per questo che l’imprenditore edile 44enne Indrit Spaneshi è stato arrestato in flagrante con l’accusa di detenzione abusiva di arma illegale. Dopo l’udienza di convalida, per Spaneshi il giudice ha disposto la misura della custodia cautelare nel carcere delle Sughere. L’arresto risale a qualche giorno fa. Dopo una serie di capillari indagini, i carabinieri del nucleo investigativo di Livorno guidati dal maggiore Guido Cioli hanno fatto irruzione nel locale di Stagno. In quel momento l’imprenditore stava mangiando con due collaboratori, uno dei quali poi denunciato a piede libero per possesso di arma impropria in quanto aveva con sé un manganello retrattile in acciaio. Nel marsupio dell’imprenditore, invece, è stata trovata la pistola. Arrestato dai militari, l’uomo – difeso dall’avvocato Massimo Batini – è stato sottoposto all’udienza di convalida mercoledì scorso e per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Si trova dunque alla Sughere. Nel frattempo le indagini dei carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore Massimo Mannucci, proseguono. Dall’Arma fanno sapere che al momento tutte le ipotesi sono prese in considerazione. E i carabinieri non escludono che la pistola possa essere riconducibile alla presenza sul territorio di contesti criminali organizzati e, in particolare, all’ambito delle dinamiche violente dovute alla spartizione, tra più persone o gruppi di persone, di guadagni illeciti.
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