Il Tirreno

Livorno

Al Cecioni record tutto al femminile. In classe 11 cento e diploma doppio

Le  studentesse della quinta sorridenti due giorni fa sotto alle finestre del liceo Cecioni
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Le studentesse della quinta sorridenti due giorni fa sotto alle finestre del liceo Cecioni

Il caso della 5ª ESaBac (italiano-francese) con i piedi a Livorno e la testa in Europa

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LIVORNO. Hanno i piedi per terra e sono super ambiziose. Sono legate alle loro famiglie, ai loro affetti, e allo stesso tempo dimostrano di essere giovani donne libere. Hanno le gambe a Livorno, dove sono nate e cresciute, ma gli occhi che guardano verso l’Europa, da cittadine del vecchio-nuovo continente, dove in parecchie si immaginano a lavorare in un futuro non così lontano. Non a caso una manciata di anni fa, ancora minorenni, hanno scelto di iscriversi all’ESaBac, l’indirizzo del Cecioni (l’unico a Livorno) che mette insieme l’esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese. Così oggi sono doppiamente diplomate: hanno in tasca un doppio pezzo di carta che consente di iscriversi sia all’università italiana che a quella d’oltralpe.

È tutto al femminile il record segnato in queste ultime settimane al liceo di via Galilei, dove undici studentesse di una classe di 25 ragazzi hanno preso cento all’esame di maturità, sei di queste con la lode.

Tra di loro c’è chi andrà a studiare mediazione linguistica a Firenze, chi si è iscritta a economia a Modena, chi tenterà il test di medicina a Pisa, chi economia andrà a studiarla in inglese. O ancora chi sta per diplomarsi anche in canto lirico al Mascagni per poi andare a perfezionarsi all’estero, chi è già su un aereo per restare un anno in Francia a fare servizio civile. E chi la propria strada la sta ancora cercando, con una tenera e sacrosanta indecisione. Alla faccia di chi, le ragazze e i ragazzi, li vorrebbe tutti uguali, omologati.

«Il nostro corso di studi, ESaBac, aiuta ad aprire molto la mente», racconta Matilde Mariella Agostini (cento e lode). Qui si studiano inglese, spagnolo e francese: oltre a letteratura francese c’è histoire, che (facendo lezione sempre in lingua) consente di approfondire la nostra storia come si farebbe in Francia, o se volete in Europa.

Matilde andrà a Firenze: mediazione linguistica con indirizzo moda, «voglio unire le due mie passioni, e studierò inglese, francese e russo». «La didattica a distanza – racconta insieme alle compagne di classe fuori dal Cecioni – ha avuto un impatto forte, ma con la nostra volontà, con la voglia di imparare, forse abbiamo fatto anche di più, spronati dai prof, da noi stessi, dal gruppo. E alla fine siamo riusciti a investire su di noi». «Dopo il covid – aggiunge Viola Quercioli, centista – qualcuno di noi credeva di non essere in grado di affrontare gli scritti, invece è andata bene, l’esame ci ha dimostrato le nostre capacità».

Seduta vicino c’è Kirse Nardoni (cento), che ha scelto di andare a studiare economia aziendale e management lontano dalla costa Toscana, a Modena, «anche per fare un’esperienza completamente nuova, mettermi in gioco, imparare a cavarmela da sola, è il momento giusto per responsabilizzarmi». «Non so – va avanti – se in futuro lavorerò in un’azienda o altro. So che questo liceo ci ha lasciato un’esperienza utile per quanto riguarda le lingue e ci ha dato strumenti importanti per affrontare la vita, con spirito critico».

Margherita Vittoria Bani, altra centista, deciderà nelle prossime settimane se la strada giusta per lei è quella che porta verso scienze politiche o psicologia. Mentre Noemi Fortunato, finita la chiacchierata sotto alle finestre del liceo, chiude la valigia e vola in Francia, a Lione, dove in questo momento avrà già preso parte al progetto europeo di servizio civile che per un anno le permetterà di lavorare in aiuto di persone fragili. «Poi – sorride – vorrei iscrivermi a scienze politiche o della comunicazione, fare la giornalista, ho tanti interessi ma se penso a una professione stimolante penso a quella. So che è difficile, ma dobbiamo crederci un po’, no?». Assolutamente sì.

Tra le studentesse che si sono conquistate un cento e lode c’è Ester Beconcini. E qui c’è una storia nella storia da raccontare, perché Ester ha una sorella gemella che si chiama Elena e anche lei ha preso cento all’esame di maturità, nel suo caso al Niccolini Palli, indirizzo scienze umane. Insomma, due gemelle, due votoni in un colpo solo.

Ora, nella super classe del Cecioni, c’è chi pensa a godersi un viaggio a Capo Verde con i parenti, a Gallipoli o a Valencia con gli amici, a Barcellona.

Gaia Carpina (cento con lode) si lascia scappare un piccolo sorriso: «Io studierò...». Sportiva nella vita (con la sua famiglia è legata al mondo della pallavolo) proverà il test di medicina.

Studiose, insomma. In qualche caso diciamo pure secchione, ma pure festaiole: porta proprio la loro firma la festa di maturità che qualche settimana fa ha visto riunite tutte le quinte nel giardino del liceo Cecioni. Giardino storico che tra l’altro hanno contribuito a rimettere in sesto con il gruppo Vivi Cecioni...

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di Redazione web