Gioco
Luci al Caprilli (e qualche ombra). In cinquemila alla prima by night
Non solo addetti ai lavori, ma tante famiglie. Toriello: «Siamo un esempio per l’ippica»
LIVORNO. “Luci al Caprilli, di quella sera, che c’è di strano siamo stati tutti là”. Roberto Vecchioni nella sua canzone più celebre poi avrebbe parlato di freddo e nebbia intorno a San Siro, ma se vogliamo livornesizzare il celebre testo del cantautore brianzolo dobbiamo inserire elementi più labronici, come il caldo, forse mai così afoso, e una passione per l’ippodromo che ha pochi eguali in Italia.
La location perfetta, a due passi dal mare, la domenica sera, fine del weekend e dello svago e un’attesa che durava da sei anni, oltre alla tradizione ippica cittadina, hanno favorito un afflusso record. Biglietti sold-out con 5mila persone presenti, 50mila euro scommessi sul luogo e circa un milione di euro puntati sulle corse livornesi da tutta Italia sono numeri che raccontano bene la rinascita del Caprilli, celebrata anche dall’Associazione Nazionale Galoppo con un comunicato al miele: «È stata una serata che ci ha aperto il cuore alla speranza. Un folto e appassionato pubblico ha fatto da cornice a questo evento che ci auguriamo sia solo il primo di tanti. Noi come sempre vigileremo e lavoreremo qui e altrove perché tutto sia organizzato al meglio. Bentornato Caprilli».
Soddisfazione anche per il gestore Silvio Toriello: «Bilancio super positivo, spero che il mondo ippico prenda Livorno come esempio per il rilancio del settore» e per il sindaco Luca Salvetti, che l’ha vissuta anche come una vittoria personale: «Non servono parole, il cerchio è chiuso».
Gli aspetti positivi
L’altissima affluenza del pubblico è sicuramente il fiore all’occhiello dell’esordio notturno delle corse a Livorno e, se vogliamo, questo aspetto viene reso ancora più importante se sui presenti si mette una lente d’ingrandimento. La prima serata del Caprilli si è rivelata un evento intergenerazionale: uomini, donne, bambini, famiglie intere, giovani e giovanissimi al fianco di espertissimi che da decenni si presentano al tondino. Insomma, c’erano proprio tutti. E questa è la notizia più bella perché l’ippodromo cittadino deve essere un riferimento assoluto per Livorno, in tutte le sue sfaccettature, non solo un luogo per addetti ai lavori. Buona è apparsa anche la condizione della pista, come quella generale della struttura e di un tondino apparso in miglioramento dalle scorse settimane.
Gli aspetti da migliorare
Tanto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare per far tornare il Caprilli il gioiellino dei decenni scorsi. L’aspetto più negativo in questo senso sono state le casse dove poter piazzare le scommesse: solo dieci i terminali aperti e code interminabili che in alcuni casi non hanno permesso agli scommettitori di poter i piazzare in tempo la giocata. Il motivo, a detta di Toriello, è ancora legato al poco personale che si è candidato per i posti di lavoro a disposizione. «In più ci sono due postazioni con due palmari nella zona dopo il tondino che magari non tutti conoscono e invece possono aiutare a diminuire la fila». Lo stesso gestore sembra stia pensando anche ad aprire i picchetti. «È un’opzione che sto valutando, ne devo parlare con il cda», ha commentato. Mentre per un altro aspetto sufficiente, ma ancora non al top come l’illuminazione è pronta una novità. «In settimana arriveranno almeno cinque nuovi pali da posizionare sulla retta d’arrivo – fa sapere Giorgio Niccolai, ex guardalinee e ingegnere che cura i lavori – stiamo lavorando anche per i fari posti sopra le tribune che nella prossime settimane torneranno ad illuminarsi». Chiusura sui botteghini all’ingresso, anche quelli da velocizzare viste le lunghe file create. «Aumenteremo le casse a disposizione, ma voglio ricordare l’ingresso di via Randaccio visto che tanti magari si accalcano solo su quello del Viale Italia».
Domenica si tornerà a correre. Chi c’era e tornerà si aspetta che si facciano altri passi in avanti.
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