Gioco
Artista ed ex ristoratore stroncato da un infarto a 57 anni
Livorno: è stato trovato morto sul divano del suo appartamento di via Catalani. Il ricordo di amici e parenti: «Un grandissimo pittore e una bellissima persona»
LIVORNO. È stato trovato morto sul divano del suo appartamento. Livorno piange il noto artista ed ex ristoratore Maurizio Biagini, stroncato da un infarto improvviso a 57 anni in via Catalani, dove viveva, non lontano dalla stazione. Il decesso, con ogni probabilità, risalirebbe a qualche giorno fa: il figlio, che non era più riuscito a contattarlo al telefono, ha dato l’allarme al 112 aprendo la porta dell’abitazione attorno alle 13.30 di martedì 19 luglio trovandolo senza vita in cucina, sul divano. Cresciuto al Gabbro, nel comune di Rosignano, suo padre era il pittore Gianfranco Biagini, scomparso cinque anni fa. Con la famiglia, Maurizio, aveva guidato la storica macelleria del paese, poi il locale “La Taverna di Picasso” e altri sempre in città.
Inutili, purtroppo, i soccorsi della Misericordia di via Verdi, giunta con un’ambulanza con a bordo il medico del 118: per l’uomo non c’era più niente da fare. Sul posto, come da prassi, è intervenuta anche una volante della polizia di Stato e la scientifica.
IL DECESSO
L’intervento degli agenti, sollecitato dal 118, è stato chiesto come da prassi essendo stato un decesso avvenuto in solitudine e quindi senza testimoni oculari. Secondo quanto ricostruito Biagini era stato visto per l’ultima volta vivo venerdì scorso, di sera. Aveva passato alcune ore insieme al figlio, col quale aveva cenato, poi negli ultimi giorni non gli aveva più risposto al telefono ed è stato proprio quest’ultimo a dare l’allarme. Gli inquirenti non avrebbero dubbi su quanto accaduto e la salma è stata trasferita dal personale delle onoranze funebri della Misericordia di via Verdi al cimitero dei Lupi. Si tratterebbe, quindi, di un decesso avvenuto per cause naturali.
«ERA IL MIGLIORE»
A ricordarlo, commosso, è il cugino Luca Fiordi: «Ci frequentavamo da quando eravamo bambini – commenta il ristoratore della Venezia, titolare de “Il Forte” – ed era davvero un grande, una bellissima persona. Ha sempre gestito le attività commerciali, quando mio cugino mi ha dato la notizia non ci potevo credere. Dieci giorni fa è passato dal mio locale e stava bene. Da piccoli ci faceva letteralmente schiantare dalle risate, poi con il tempo ci siamo un po’ persi di vista». Fiordi, sulla sua pagina Facebook, ha poi aggiunto: «Bello, ogni volta che ti vedevo ti dicevo sempre “Cugi il quadro” e ci ridevo. Te lo dico, mi hai fatto sempre schiantare dalle risate da bimbetto e da grande ti ammiravo e lo sapevi, sono sincero, eri troppo ganzo e buono. Un ciao a te e abbraccia forte il tuo babbo e anche il mio». «E con oggi un altro pilastro, uno di quei pazzi di famiglia che hai sempre stimato che hai sempre visto come fonte d’ispirazione artistica e qualche insegnamento di vita me lo ha insegnato – aggiunge un altro cugino di Biagini – Ciao “cugi” Maurizio Biagini, il cielo adesso avrà un artista in più. Continua a dipingere come facevi e adesso con lo zio sicuramente farete qualcosa di spettacolare. Saluta il mio babbo, mi raccomando magari lì non far casini. Ti voglio bene e te lo vorrò sempre». «Non ho più parole per la mancanza di ossigeno: eri un artista, un ribelle, qualsiasi cosa tu fossi stato sei stato un amico, fratello, un secondo babbo – scrive Tiziano Camus – ma per me sei sempre stato Maurizio». «Quando ci lascia un artista, con lui muore qualcosa di noi. Addio Maurizio Biagini», scrive Daniele.
LA CARRIERA
Famosissimo nel mondo dell’arte, Biagini aveva iniziato a dipingere nel 1974, a dieci anni, nello studio del babbo. «Il suo lavoro inizia a porsi come lavoro di denuncia – si legge sul sito “Artealivorno” – figure solitarie, uomini inermi, lucciole in attesa del cliente, ubriachi, sbandati, bambini. Ritrae i deboli usando tele piene di colori oppure in quadri monocolore. Frequenta l’Accademia di Belle arti di Carrara, che poi abbandonerà. Ha esposto a Roma, Viareggio, Cascina, Castiglioncello, Lucca, Donoratico, Campiglia Marittima, Venturina, Torrita di Siena, Massarosa, Lastra a Signa, Arezzo, Sinalunga, Carrara, Gallarate, Ravenna, Cesena, Forlì e Larciano (in provincia di Pistoia). Fra i premi spiccano Bolgheri nel 2000 e nel 2003, Venturina, Lastra a Signa, Perugia, Grosseto, il “Premio Provincia di Livorno” al Rotonda 2010 e il primo premio “Rotonda” nel 2011. Quadri di Maurizio sono stati acquistati da collezionisti sia in Italia che all’estero, sue opere si trovano a Milano, Parma, Firenze, Siena, Roma, La Spezia, Alessandria, Treviso e in particolare nelle province di Livorno e Pisa. All’estero in collezioni private in Francia, Nuova Zelanda, Scozia, Stati Uniti, Germania e Svizzera».
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