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Livorno, è allarme cinghiali in città: «Non dategli del cibo»

Flavio Lombardi
Nella foto scattata nel 2017 a Calignania, una famiglia di cinghiali in riva al mare in mezzo ai bagnanti
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Nella foto scattata nel 2017 a Calignania, una famiglia di cinghiali in riva al mare in mezzo ai bagnanti

Avvistati anche ai 3 Ponti, la Polizia Provinciale: «Attenzione». Già molte le catture a Montenero, Antignano e Cisternino

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LIVORNO. «Il problema dei cinghiali esiste e non è sottovalutato», dichiara Rossano Del Rio, vice comandante della Polizia Provinciale, dopo il caso, raccontato dal Tirreno, della signora Sabrina Maci che l’altra sera, attorno alle 21,30, sulla Variante all’imbocco della galleria del Maroccone, si è trovata di fronte un branco di ungulati e ne ha investiti due. «È stata una fortuna che l’auto, durante la marcia e a velocità non sostenuta, abbia colpito degli esemplari non adulti. Altrimenti, i danni al mezzo e alla persona, sarebbero stati ben più grandi».

Il vice comandante racconta che da tempo la presenza di cinghiali in quella zona, Variante compresa, è nota. «Avevamo già svolto alcuni servizi con lo scopo di procedere agli abbattimenti, ma non siamo stati fortunati», dice Del Rio. «Questi animali, specialmente con questa siccità, non trovano più nulla da mangiare nei boschi e si avvicinano pericolosamente ai centri abitati puntando sacchi dell’umido o, in qualche giardino, vermetti o radici».

Livorno è circondata

Sia nel comune di Livorno, così come a Collesalvetti e Rosignano, i sindaci hanno chiesto alla Regione la necessaria autorizzazione. Sono troppi, si riproducono due volte l’anno e fanno cucciolate numerose. In questi ultimi giorni anche nella zona dei Tre Ponti si sono registrati avvistamenti che destano preoccupazione. Di fatto stanno entrando in città. Sul lungomare, alla foce del Rio Ardenza, si aggiungeranno così altre gabbie per la cattura come quelle già piazzate in precedenza a Montenero e Antignano ma anche in zona Cisternino. I cinghiali sino all’anno scorso, venivano catturati (solo nel nostro comune nel 2021furono una sessantina) e concentrati in zone chiuse in attesa di liberarli di nuovo nel periodo venatorio.

Adesso non è più possibile a causa della peste suina e le disposizioni del Ministero della Salute sono chiare: abbattimento immediato, o al massimo entro cinque giorni dalla cattura. Non ucciderli subito può essere dettato solo da motivi legati alla sicurezza per il cittadino, perché a volte si è troppo vicini ai centri abitati.

Carne in beneficenza

Una volta abbattuto, l’esemplare viene portato al centro lavorazione carni di San Miniato. Ma non è raro, che per concessione regionale tutto resti nella nostra zona, destinato ad associazioni che operano nel sociale. Come Svs, Misericordia o le suore di Montenero. L’esemplare più grosso distribuito negli ultimi tempi, è stato un maschio di 130 chili, ucciso a Rosignano da una agente, campionessa di tiro e che da poco era entrata nel corpo.

Dalla Polizia Provinciale viene consegnato, in accompagnamento dell’animale, un documento che invita l’ente beneficiario a far eseguire una visita veterinaria che attesti l’assenza di malattie. Solo dopo l’ok del medico, le carni possono essere lavorate per il consumo a tavola.

Attenzione sulle strade

La Polizia Provinciale, non cessa di ricordare i pericoli ai quali si può andare incontro collidendo con l’auto contro un “cingolato compatto”. E invita gli utenti della strada a fare particolare attenzione dopo il tramonto specialmente sulla via delle Sorgenti da e per Collesalvetti e pure la zona di Parrana. Senza dimenticare via di Quercianella scendendo da Montenero.

Danni all’agricoltura

Ingenti ed interessano un po’ tutte le colture. I vigneti che producono vini di alto pregio nella zona di Castagneto e Bibbona, sono sempre sotto mira. Ciascun esemplare adulto, ogni sera può compromettere produzioni in vino del valore di migliaia di euro. Spostandoci nella zona livornese, a rischio sono i filari Frescobaldi di Nugola, dove in questi ultimi anni, si produce un ottimo rosso.

La raccomandazioni

Del Rio lo dice senza mezzi termini. Dare cibo ai cinghiali è vietato dalla legge, «si va sul penale» e poi è anche una pratica che nel tempo può rivelarsi pericolosa. «Si tratta di animali selvatici che, se abituati a ottenere cibo dagli umani, poi lo pretendono. E diventano aggressivi. «Consiglio anche di non avventurarsi troppo nei boschi coi cani al guinzaglio. Il cinghiale associa i nostri amici a quattro zampe ai lupi. Ed attacca per difesa. Padrone e cane rischiano la vita. A parte la forza d’impatto notevole, i cinghiali sono pericolosi anche quando mordono. Il braccio di una persona adulta, lo possono frantumare come fosse un grissino».


 

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di Redazione web