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Altre due vetrate sfondate nella notte, gli imprenditori: «Non possiamo tamponare noi le falle nella sorveglianza»

Stefano Taglione
Il ladro ripreso dalla telecamera
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Il ladro ripreso dalla telecamera

Nove i colpi la scorsa settimana, mentre nelle ultime ore colpiti il bar Aurelia e il Caffè della Villa. La protesta di Confcommercio e Confesercenti

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LIVORNO. Non si placa in città l’ondata di furti e spaccate. Altri due colpi, infatti, si sono registrati la scorsa notte, per un totale settimanale di nove attività commerciali prese d’assalto (dieci se consideriamo il raid all’Iti Galilei, dove sono spariti migliaia di euro di attrezzi per il giardinaggio). Un bilancio, fra l’altro, inferiore rispetto ai sette giorni precedenti dove l’escalation era stata veramente preoccupante.

IL BILANCIO

A essere colpiti sono stati il bar Aurelia di viale Nazario Sauro e il Caffè della Villa di viale della Libertà, fra l’altro a poca distanza l’uno dall’altro, il che fa pensare che la mano sia stata la solita. Nel locale all’incrocio con via dell’Ardenza il malvivente ha infranto la porta di ingresso con una pietra e ha rubato un contenitore pieno di spiccioli (circa 30-40 euro il totale) e un altro con alcuni documenti fiscali per lui del tutto inutili. Sul posto, nella notte, per il sopralluogo è intervenuto un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura. Il secondo episodio al Caffè della Villa di Romolo Mangone, di fronte all’ingresso del parco di Villa Fabbricotti. Qui, attorno alle 3 della notte, un uomo vestito con una maglietta a maniche corte, un paio di pantaloncini corti, scarpe da ginnastica bianche, un cappellino e una borsa a tracolla, con in mano un martello – nitidamente ripreso dalle telecamera di videosorveglianza del bar-pizzeria – ha colpito per tre volte la vetrata del locale danneggiandola. Poi è scappato, «forse disturbato da qualcosa o qualcuno – ipotizza il proprietario – fatto sta che mi ha provocato una marea di danni, visto che la vetrata andrà sostituita. Cosa posso dire di più? Niente, sono rassegnato, queste persone vanno fermate ed evidentemente polizia e carabinieri non ci riescono...».

LE TELECAMERE

Mangone, come detto, da tempo ha installato un impianto di videosorveglianza collegato a un hard disk e ieri mattina, quando è entrato al lavoro, ha potuto facilmente visionare il filmato registrato. Ha preso tutte le possibili precauzioni, posizionandolo e segnalandolo all’ingresso, ma evidentemente non è bastato a disincentivare i malviventi. «C’è una cosa che non capisco vedendo le immagini – prosegue Mangone – perché questa persona, con il martello in mano, ha colpito per tre volte la vetrata e oltre ad alcuni buchi ha lasciato un vero e proprio cerchio, preciso, nella vetrina. Mi sembra strano e mi chiedo se anche un’altra persona, nella stessa notte, abbia tentato di sfondare il mio locale. Guardando il video pare quasi un atto vandalico, perché poi è andato via. Ma ripeto: forse qualcuno o qualcosa lo ha disturbato...».

LA PROTESTA

Confcommercio e Confesercenti, invitate proprio la scorsa settimana dal questore Roberto Massucci insieme a tutti gli imprenditori della città a un confronto per stabilire nuove strategia di azione come una rete di telecamere private per fermare i ladri, «si uniscono nel sottolineare, ferma restando la massima disponibilità a collaborare con prefettura, questura e amministrazione comunale in materia di sicurezza, di come la sorveglianza non possa essere in nessun modo demandata ai privati». «Confermiamo – dichiarano all’unisono i direttori di Confesercenti Alessandro Ciapini e di Confcommercio Federico Pieragnoli – l’interesse e la sollecitudine sempre dimostrate dagli imprenditori di Livorno rispetto alla prevenzione degli atti criminali e dei disordini della malamovida. Questi fenomeni impattano pesantemente sul sistema economico-sociale in quanto determinano una forte sfiducia nella sicurezza pubblica e causano un danno d’immagine alla città. Su questo rassicuriamo la più attenta collaborazione. Altra cosa è la capacità degli imprenditori stessi di tamponare le falle del sistema di sorveglianza – proseguono – Usciamo dagli anni della pandemia che ha fatto registrare perdite irrecuperabili negli introiti di impresa; le aziende hanno fatto fronte a investimenti nella sicurezza anticontagio. La guerra in Ucraina e gli aumenti fuori controllo dei costi energetici, oltre a quelli delle materie prime, rendono impossibile alle piccole imprese di effettuare ulteriori acquisti in telecamere di sicurezza. Non dobbiamo mai dimenticare che la tassazione arriva al 70 per cento, e che per molti imprenditori in questo frangente storico la questione è sopravvivere e restare aperti. Altri investimenti sono irrealizzabili», concludono i direttori dell’associazioni. l


 

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