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Litiga con la compagna con addosso una pistola clandestina: trentenne finisce in carcere
Livorno: i carabinieri erano intervenuti per la lite, poi la scoperta in caserma. In casa aveva anche cocaina e proiettili
LIVORNO. Addosso aveva una pistola considerata clandestina, visto che la matricola era abrasa. In casa, invece, anche 70 grammi di cocaina e alcuni proiettili. Per questo, un trentenne tunisino, è stato arrestato con le accuse di porto di arma da sparo clandestina, resistenza a pubblico ufficiale (avrebbe aggredito i carabinieri) e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
LA LITE
Tutto, però, è partito da una lite. L’uomo, fuori di sé, stava litigando con la compagna quando i vicini di casa, alle 3.30 della notte fra mercoledì 13 e giovedì 14 luglio, dalla loro abitazione di corso Amedeo hanno chiamato il 112. I carabinieri, a fatica, vista la sua reazione violenta sono riusciti a portarlo in caserma. Solo dopo hanno scoperto che addosso aveva la pistola, subito sequestrata. Poi, dopo la perquisizione nell’appartamento che divide con la compagna ora incinta, hanno rinvenuto pure 70 grammi di cocaina e alcuni proiettili.
L’ARRESTO
Il giovane, fino a questo momento incensurato, è stato quindi arrestato e portato nel carcere delle Sughere su disposizione del pubblico ministero Giuseppe Rizzo. Difeso di fiducia dall’avvocata Barbara Luceri, nei prossimi giorni si terrà l’udienza di convalida dell’arresto. Continuano, naturalmente, le indagini dei militari dell’Arma per riuscire a capire da dove provenga l’arma: essendo con la matricola abrasa, infatti, al momento gli inquirenti non sono in grado di comprendere la storia e quindi da dove provenga. l
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