Il Tirreno

Livorno

Tre direttori per Effetto Venezia la kermesse torna tutta nel rione

Simone Fulciniti
Tre  direttori per Effetto Venezia la kermesse torna tutta nel rione

I palchi, le installazioni e gli artisti di strada: luci accese dal 3 al 7 agosto. Al museo in piazza del Luogo Pio si inaugura la mostra sulla nave Vespucci

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LIVORNO. Tre direttori artistici e il confine che tornerà ad essere quello del rione dei canali: Effetto Venezia è così pronto a riaccendere le luci tra tre settimane. «Una manifestazione ripensata, arricchita, guardando al passato ma con un occhio al rilancio di Livorno all’esterno», secondo Adriano Tramonti della Fondazione Lem, che insieme al Comune organizza la 37esima edizione della kermesse dal 3 al 7 agosto. «Nella fase di rinnovamento – dice Tramonti – ci siamo mossi dividendo la proposta in tre parti: non solo l’importante fase di spettacolazione musicale e teatrale, anche la parte dedicata alle istallazioni artistiche (grazie al patrocinio dell’Accademia delle belle arti di Firenze) e il gradito ritorno degli artisti di strada, in massa. La Venezia inoltre – racconta – sarà invasa da 33 totem trifacciali, che accompagneranno il visitatore. Una scommessa importante, ma siamo convinti che sarà vincente».

«L’idea – prende la parola il sindaco Luca Salvetti, nel corso della presentazione organizzata nei sotterranei della Fortezza Vecchia – è quella di mettere gli occhi sulle nostre bellezze, che è anche il sottotitolo sul manifesto realizzato da Tommaso Eppesteingher, colorato e coinvolgente, che continua la linea intrapresa la scorsa edizione. Poi la scelta di utilizzare tre filoni distinti. Le istallazioni sono una suggestione, gli artisti di strada un grande marchio del passato. Poi il filone classico dell’intrattenimento, individuando tre palchi principali, con l’aggiunta della Fortezza Nuova, che mi rende particolarmente contento: chiude il cerchio del quartiere».

Questa volta sono tre i direttori artistici: Francesca Ricci (spettacolazione), Gaia Bindi (istallazioni artistiche), Marco Buldrassi (arte di strada). «L’elemento nodale – aggiunge l’assessore alla cultura Simone Lenzi – è che la manifestazione torna concentrata sul quartiere. Negli ultimi anni l’elemento d’attrazione è stato lo spettacolo, questa edizione è pensata per il quartiere. Sperimentiamo nuove cose, perché siamo convinti che le iniziative hanno successo quando sono capaci di rinnovarsi. Le cose nuove hanno un senso se, tuttavia, affondano le radici nel passato. E raccontare Effetto Venezia attraverso i manifesti è un piccolo esempio di innovazione e continuità».

Effetto dunque rientra nei confini, dopo le aperture delle scorse stagioni. «La gestione di questa fase della pandemia – risponde così Salvetti a chi gli chiede se teme la nuova crescita di contagi da covid – è molto diversa rispetto al passato. Nonostante i contagi siano di più rispetto all’anno scorso. Perché mi guardo intorno e vedo i concerti di Vasco e Jovanotti, con una marea di persone. E stare a interrogarmi sul prendere più piazze a Effetto Venezia, per mantenere eventuali distanziamenti, francamente mi sembra una situazione che non trova riscontri nel resto del mondo».

Da evidenziare la mostra “La più bella del mondo”, esposizione fotografica di Maki Galimberti e Massimo Sestini, dedicata alla nave Amerigo Vespucci, che sarà inaugurata proprio il 3 agosto al Museo della città in piazza del Luogo Pio, per concludersi a fine ottobre.

«Venezia torna nei suoi confini naturali, con spettacoli organizzati fuori dall’emergenza, ed è positivo per il commercio», evidenzia Rocco Garufo, assessore al turismo e commercio: «Essendo conosciutissima anche fuori città, abbiamo voluto accentuare la dimensione di promozione. Grazie all’Accademia delle Belle Arti, un marchio prestigioso da sfruttare in chiave turistica. Abbiamo sparso le varie proposte per l’intero quartiere, per dare le stesse opportunità a tutti i commercianti».

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