Il Tirreno

Livorno

Bimbe in rosa, a colpi di pagaia combattiamo il tumore al seno

Simone Fulciniti
Bimbe in rosa, a colpi di pagaia combattiamo il tumore al seno

Da Livorno al resto d’Italia, è il progetto in canoa di Ilenia Pellegrini. «Ci alleniamo una volta a settimana e i risultati sono incredibili»

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LIVORNO. Affrontare le difficoltà con coraggio e speranza. Continuando a prendersi cura del proprio stato fisico e mentale. Potrebbe sembrare un’impresa, ma le “Bimbe in Rosa” dimostrano ad alta voce che invece è possibilissimo.

Hanno preso parte al “Dragon Boat Pink Festival” di Torino (combatti il cancro al seno a colpi di pagaia), seconda edizione di una manifestazione sportiva di livello internazionale: mattinata dedicata alle gare remiere (in lizza circa 50 imbarcazione), pomeriggio invece con lo sguardo rivolto all’onda rosa e successivamente alle premiazioni. La loro esperienza inizia nel 2018, grazie ad un progetto del Canoa club Livorno, presieduto da Alessandro Pagni. L’obiettivo è quello di sostenere quelle donne che hanno dovuto affrontare (o stanno affrontando) una condizione difficile: quella del tumore al seno. L’ispirazione arriva dalle “Pink Lady”, un gruppo conosciuto in tutto il mondo. L’idea delle “Pink Dragon Lady” nasce a Vancouver nel 1996 grazie all’equipe del dottor McKenzie, dipartimento di medicina dello sport e fisiologia della University of British Columbia.

Nella convinzione che le donne operate potessero trovare beneficio nel praticare una attività sportiva in “Dragon Boat”: un contesto che costruisce rapporti di amicizia e condivisione di esperienze ed emozioni. Il progetto labronico comincia l’acquisto di una barca, poi ne arriva una seconda. Le imbarcazioni, ovvero le “Dragon Boat", sono stabili, in grado di ospitare un buon numero di persone, fatto importante per incentivare la partecipazione. Ma sono anche di dimensioni importanti, perciò, in breve tempo, è necessario uno spazio più ampio (la sede di Stagno non basta più) per ospitarle. Ed ecco che nasce una collaborazione con il comitato del Palio Marinaro, che, grazie all’intervento entusiasta del presidente Maurizio Quercioli, mette a disposizione la propria cantina. La scuderia è formata due “Polinesiane”, imbarcazioni speciali, che hanno un drago davanti e la coda dietro: una 20 e una da 10 remi. «A Livorno – spiega Simona, che frequenta il gruppo da qualche mese – si sa davvero poco di questo progetto, e andrebbe fatto conoscere il più possibile. Tante persone con difficoltà che toccano loro in primis, ma anche le famiglie che vengono naturalmente coinvolte negli eventi, possono comprendere che non sono sole. Non è cosa da poco».

L’allenatrice è Ilenia Pellegrini, che è stata anche una campionessa di canottaggio. «È lei che, attraverso attente ricerche, ha intercettato gli esercizi giusti per far lavorare sportivamente un equipaggio come il nostro. Una ginnastica fatta apposta per la tipologia del problema. Ci alleniamo allo Scolmatore, una volta della settimana». Risultati psicologici in primis, certo, ma anche quelli fisici non sono da sottovalutare. Pellegrini ne ha più volte parlato in interessanti interviste rilasciate su questa esperienza. Spiegando che nel lavoro si usano le gambe, le spalle, gli addominali.

E i risultati consentono di tenere sotto controllo l’aumento del peso, dovuto soprattutto ai medicinali, mantenendo un corpo tonico. Che è un aspetto fondamentale. Inoltre vengono scaricate adrenalina e tensioni, fatto che permette un rilassamento. Qualche settimana fa, nel corso serata dedicata alla coppa Santa Giulia, durante la cerimonia di passaggio delle reliquie della Santa, l’imbarcazione con a bordo il monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno e il sindaco Luca Salvetti, è stata preceduta proprio dalla spettacolare “Dragon Boat”, in rosa. Ma molti livornesi non hanno saputo cogliere il senso profondo, e la natura di quella “Polinesiana”. «Da questo l’esigenza di parlarne il più possibile». Non tutte le vogatrici della “squadra” sono operate: partecipa anche qualche atleta per il semplice gusto di stare insieme e dare un fattivo supporto.


 

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