Gioco
Rubano il tablet dall’ambulanza mentre i volontari stanno soccorrendo un uomo
E’ successo in via Fiorenza. Artaldi (Croce Rossa): “Un gesto che lascia senza parole”
LIVORNO. La chiamata girata dalla centrale operativa al palmare dell’associazione e l’equipaggio che si prepara per la missione. I lampeggianti accesi e l’autista che guida fino a via Fiorenza, in centro. La squadra esce dall’ambulanza, sale le scale e soccorre una persona nella sua casa. Come da prassi. Peccato che quando scendono le scale, paziente al seguito, i volontari della Croce Rossa scoprono che qualcuno ha rubato il palmare dall’ambulanza. «Era su quello che ricevevamo le chiamate del 112 e non è utilizzabile per altro. Quindi per chi l’ha rubato quello strumento è inutile - dice il presidente del comitato livornese della Croce Rossa, Giacomo Artaldi -. Per noi invece era essenziale. Un gesto del genere mi lascia senza parole. Oggi ci rubano il palmare in piena attività operativa, domani cosa succederà? Ci portano via il defibrillatore dall’ambulanza?».
Ma andiamo con ordine. Ieri intorno alle 13.15 alla squadra della Croce Rossa è arrivato il messaggio di un servizio da effettuare in via Fiorenza. Era un intervento in abitazione e i soccorritori, raggiunto il luogo indicato dalla centrale operativa, hanno parcheggiato l’ambulanza e sono entrati nel palazzo. La squadra era composta da due volontari e dall’autista, che in un primo momento è rimasto sull’ambulanza mentre i colleghi sono andati nell’abitazione a sincerarsi delle condizioni del paziente. Ma c’era bisogno d’aiuto, perciò l’autista ha raggiunto gli altri soccorritori. «L’ambulanza era incustodita e l’autista non ha pensato a chiuderla. Si è anche sentito responsabile ed era molto dispiaciuto, ma non è colpa sua. Non possiamo tenere tutto sotto chiave durante un intervento». Effettuati gli accertamenti in casa, i soccorritori sono tornati all’ambulanza con il paziente ed è allora che hanno fatto l’amara scoperta.
«Quando sono arrivati hanno visto che il palmare era sparito». I volontari si sono guardati intorno, anche per capire se c’era chi poteva aver visto qualcosa, ma avendo il paziente da trasportare al pronto soccorso non potevano rimanere fermi lì per molto. Perciò si sono diretti all’ospedale: senza palmare e con tanta amarezza. «Abbiamo fatto denuncia alla polizia. È un gesto che fa rimanere senza parole. Non avrei mai pensato che si potesse arrivare ad aver paura di lasciare un mezzo di soccorso incustodito in piena attività operativa. È una cosa che non era mai successa prima e che non ha alcuna logica».
Anche perché, spiega Artaldi, quello strumento è inutilizzabile per altri scopi che non siano legati al soccorso in collegamento con la centrale del 112, anche se «a prima vista sembra un normale tablet». Ma non lo è. Ed era sul cruscotto di un’ambulanza del 118 posteggiata sotto una casa, mentre i volontari erano intenti a soccorrere una persona. «La rabbia è tanta - prosegue il presidente del comitato livornese della Cri -. Lavoriamo per la comunità e poi troviamo queste persone che non hanno un minimo di sensibilità. Ripeto, sono senza parole. Una cosa del genere non potevamo arrivare a pensare che sarebbe potuta succedere».
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