La protesta
Karima e la novità del Blue Note di Quercianella
La cantante gira il mondo con la sua voce soul «Nuovo format all’aperto: è il mio progetto»
Livorno «La mia musica è senza confini e va alla continua ricerca di contaminazioni». Chi, meglio di lei, può dirlo, con una storia e un percorso che sono intreccio di terre e tradizioni.
Padre algerino, madre livornese, fa base a Torino con la famiglia ma appena può torna a tuffare il cuore sulle rive labroniche, in mezzo ai tanti impegni della sua vita da cantante. Quelle rive non sono solo un dolce ritorno, ma anche una spinta propulsiva per la sua carriera. Sì perché Karima ha appena concluso la sua prima esperienza da direttrice artistica di un festival, quello che ha baciato l’inizio dell’estate a Quercianella, nel giardino di Lentisco. Si chiama “Insono. Musica Da Mare” ed è stata la prima edizione di un evento che, dato il successo, già guarda al futuro. «Si tratta di un format nuovo per Livorno – racconta Karima Ammar -, lo stesso del Blue Note, ma all’aperto».
E quindi metti una cena d’estate all’aperto in uno spazio verde che si affaccia sul mare e poi due giorni di sana e buona musica. Jazz, soul, folk, rhythm and blues e world music. Quattro artisti in due serate hanno visto alternarsi sul palco la stessa Karima in apertura con un concerto diviso in più parti.
«Il mio show non era in calendario – racconta l’artista -, ma ho dovuto esibirmi per sostituire in extremis una cantautrice tedesca che è stata bloccata dal Covid. Per fortuna i miei musicisti erano tutti disponibili, quindi abbiamo fatto un gran concerto con una parte dedicata alla musica italiana e un’altra a quella di Burt Bacharach, che ha rappresentato un incontro fondamentale per la mia carriera. La prima serata si è chiusa con lo show di Walter Ricci, mentre nella seconda serata si sono esibiti Flo e Tony Momrelle, entrambi incantando il pubblico».
Da questa prima edizione come s’immagina il futuro di Insŏno?
«Intanto ringrazio Dodo Allegranti, che ha avuto l’idea e mi ha chiesto di occuparmi della direzione artistica, e Alice Malotti che ha coordinato gli eventi. Abbiamo unito le forze ed è nato qualcosa che vogliamo rendere un appuntamento annuale, non escludendo qualche iniziativa anche nel corso dell’inverno. L’idea è quella di rendere Lentisco sempre di più uno spazio capace di abbracciare varie forme di cultura, all’insegna della qualità. Il festival, in particolare, mi piacerebbe portarlo a quattro serate, con una proposta mirata su ogni artista per ciascuna serata».
Da cantante a direttrice artistica: come si trova in questa nuova veste?
«Molto bene. Ho ricevuto in dono il talento della voce e non posso fare altro che cantare, ma io sono un’organizzatrice folle. In un’altra vita mi sarebbe piaciuto tenere l’agenda di un personaggio famoso. Quindi ho colto al volo questa opportunità e mi è piaciuta molto».
In attesa della prossima edizione di Insŏno, continua a interpretare il ruolo nei lunedì del Simposio, sempre a Lentisco.
«Sì, è un modo per mantenerci attivi anche dopo il festival. I lunedì del Simposio andranno avanti fino a fine settembre e ogni volta portiamo sul palco all’aperto band in trio, quartetto o quintetto. Stasera, ad esempio, ci sarà un omaggio a Fred Buscaglione, mentre il 18 luglio ci sarà un concerto di musica argentina; il 25 ci sarà un quartetto di musica jazz. Per agosto, tra gli altri, avremo un trio di musica cubana».
Fuori da Livorno, quali sono i progetti di Karima?
«Sono reduce da due concerti importanti in Algeria ed è un’estate bella calda e movimentata. In autunno comincerò a lavorare sul mio nuovo disco, in inverno mi esibirò nei teatri con un progetto che si chiama American Songs, che rende omaggio ai più grandi standard della musica americana e a Bacharach. Spero di muovermi un po’ in giro per l’Europa. Ho bisogno del rapporto costante con il pubblico e sono grata al jazz che mi permette di uscire dall’Italia. Ovunque vado cerco contaminazioni».l
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