Gioco
«La rapina all’anziano in carrozzina ci ha segnati»: Borgo di Magrignano sotto choc dopo l’agguato
Livorno, in via Natali abita Roberto Volpi, padre del campione Christian: «Lui non gira mai da solo». Proprio lì, giovedì 7 luglio, è stato massacrato di botte un settantottenne senza una gamba
LIVORNO. «Ciò che è successo ci lascia schifati, ma non cambieremo di certo le nostre abitudini di vita per colpa di questi delinquenti. Episodi del genere, in Borgo di Magrignano, non ne sono mai accaduti. L’altra estate, però, si è registrata un’escalation e non vorrei che queste persone, prima di picchiare e derubare Francesco, stessero facendo un sopralluogo approfittando del fatto che molti residenti in questo periodo sono in ferie».
A parlare dopo la brutale rapina ai danni di Francesco Oneto, l’ex marinaio di 78 anni senza una gamba e in carrozzina massacrato di botte alle 17 di giovedì scorso, è l’allenatore di canottaggio Roberto Volpi, che vive proprio in via Natali – dove l’anziano è stato pestato a sangue in pieno giorno per un orologio d’acciaio e una medaglietta – con il figlio Christian, esempio di vita e campionissimo di paracanoa, disciplina che ha iniziato a svolgere con grande successo da quando, poco più di un anno fa, è stato amputato dopo il terribile schianto in scooter in via di Levante. «Proprio con lui stavamo parlando di questo episodio – spiega Roberto – e davvero non ci capacitiamo di come si possa ridurre in questo stato un anziano disabile. Per mio figlio non ho paura, anche perché non gira quasi mai da solo ed è sempre con me o gli amici, non essendo ancora totalmente autonomo da questo punto di vista. Ma certamente, in un posto tranquillo come questo, quanto accaduto fa pensare e deve stimolare le forze dell’ordine a fare maggiori controlli. Non c’è un orario preciso, ricordo che i furti l’altra estate li hanno fatto in pieno giorno, quindi io la sera potrei tranquillamente tornare a casa e scoprire che qualcuno ha tentato di rubare».
Una delle ipotesi è che i tre banditi stessero facendo un sopralluogo fra le abitazioni con il complice ad aspettarli in auto e che poi, vedendo Oneto uscire da solo con la carrozzina elettrica, abbiano cambiato obiettivo pestandolo e rapinandolo. «Avevo visto questi tre giovani, di circa 20 anni, ma lì per lì non mi sono preoccupato. Poi, appena ho aperto la portiera, mi hanno aggredito», queste le parole di Oneto al Tirreno, che lasciano aperta questa possibilità. «Furti ce ne sono, purtroppo – racconta Nicola Adamo, che abita a poca distanza dall’anziano – e a me, il 23 dicembre scorso, hanno provato a rubare l’auto. Ho visto una Panda scura scappare, ho provato a rincorrerla, ma poi l’ho persa. In zona, un altro problema, è l’abbandono dei rifiuti. Sicuramente maggiori controlli non guasterebbero perché soprattutto di sera non passa nessuno, non c’è anima viva in Borgo di Magrignano e se qualcun vuol delinquere sicuramente ha margine per farlo, del resto il quartiere è molto periferico». Sulla rapina a Francesco Oneto, come molti altri residenti del rione, è rimasto senza parole. «Direi scioccato – conclude – perché cose del genere, a Livorno, non le avevo mai sentite». «L’estate scorsa – prosegue Roberto Volpi – un mio vicino di casa si è messo a gridare dicendo di aver visto un uomo arrampicarsi su una casa. Insomma, i furti ci sono stati eccome. È stato un periodo terribile un anno fa…». Secondo Veronica Bonsignori, invece, ciò che è accaduto al settantottenne rimane «un episodio isolato». «Cose del genere qui non ne sono mai successe, i bambini la sera giocano in strada». l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
