Il Tirreno

Livorno

Si tuffa sugli scogli, poi si ferisce al volto. «Vi racconto come mi hanno salvato»

Claudia Guarino
Corrado Chiostrini con il volto ferito dopo essersi tuffato sugli scogli al molo Scaglietti nella zona di Chioma qualche giorno fa
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Corrado Chiostrini con il volto ferito dopo essersi tuffato sugli scogli al molo Scaglietti nella zona di Chioma qualche giorno fa

Chiostrini ringrazia tutti: «Sono stati speciali»

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LIVORNO. Si è tuffato sugli scogli. Ha bevuto, ha raggiunto altre rocce e si è arrampicato. Ha perso l’equilibrio ed è caduto, ferendosi. Da lì è scattata la macchina dei soccorsi con vigili del fuoco e volontari del 118. Poi il ricovero all’ospedale di Livorno per qualche giorno, le dimissioni e il ritorno a casa. Corrado Chiostrini sta bene e può raccontare la sua storia. Anzi, ci tiene a raccontarla. Per ringraziare tutti coloro che «con professionalità e umanità mi hanno aiutato». Alla fine se l’è cavata con qualche ferita al volto e al bacino. Poteva andare molto peggio. E giura di non aver avuto mai paura, neanche per un attimo. «Paura? Macché – racconta il 78enne –. La mi moglie sì, era lì che gridava. Io no. Ero pieno di sangue, questo sì. Ma mi sono messo a sedere e ho aspettato». Tutto qui. La fa più facile di quanto sia stata, il signor Corrado, che dice «di voler prendere il buono datutta questa storia».

È successo tutto il 13 giugno. Chiostrini era al molo Scaglietti di Chioma con la moglie. «Mi sono tuffato su tre scogli piatti – racconta – e ho anche bevuto». Ma si è ripreso subito. «Mi sono arrampicato sullo scoglio, ero gattoni e invece di mettere le braccia sul primo scoglio le ho messe più avanti. Così sono caduto, rompendomi un labbro». Una vota avvisato il 112, a Chioma sono intervenuti i soccorsi. «Dopo pochissimo sono arrivati i pompieri Cecina, che mi hanno imbracato e portato sulla barca del soccorso marino. Poi mi hanno caricato sull’ambulanza della Misericordia di Montenero e mi hanno trasportato all’ospedale di Livorno». Dove dice di aver trovato un’assistenza unica. «Il personale è stato fantastico e lo voglio ringraziare. Sono stato qualche giorno nel letto del pronto soccorso e si sono presi cura di me in maniera egregia». Pratese di origine, Chiostrini vive nelle vicinanze di Chioma da vent’anni. «Mi sono trasferito poco prima di andare in pensione dal lavoro di spedizioniere. «Livorno è bellissima – dice –, una città più accogliente di questa non l’avevo mai trovata».

E così, a quanto racconta, è andata anche all’ospedale. «Ho girato il mondo per lavoro e di cose ne ho viste, ma l’ospedale di Livorno è un posto eccezionale. La dottoressa veniva lì e diceva cosa fare, poi si metteva al pc e dopo controllava i pazienti. Stava un quarto d’ora con tutti». Insomma, non tutto il male vien per nuocere perché «ho trovato delle persone fantastiche e ne sono davvero felice».l


 

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