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Lungomare e futuro

Parco della Ceschina,  si ritocca il progetto: «Deve essere il bosco a comandare, via l’area pic nic»

Francesca Suggi
Parco della Ceschina,  si ritocca il progetto: «Deve essere il bosco a comandare, via l’area pic nic»

L'assessora Silvia Viviani: «Ecco perché rivediamo alcuni aspetti»

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Livorno Tecnicamente la comunicazione di bonifica bellica precauzionale è già stata inviata al Ministero della Difesa. Da parte degli uffici comunali. Perché come assicura l’assessora ai Lavori Pubblici Silvia Viviani, l’atteso cantiere del parco della Ceschina sta per aprire. Con alcune novità rispetto al progetto originario approvato nel 2018 dalla giunta Cinque Stelle e firmato dall’allora geometra Claudio Filippelli, oggi in pensione. Allora il nome scelto era Parco del Mare, oggi si pensa di lasciare il nome originario, parco della Ceschina. «I lavori partiranno a giorni, abbiamo avuto leggeri ritardi legati ad uffici un po’ in affanno per il covid e varie opere da seguire in contemporanea. Ci siamo veramente, per arrivare a riaprire un parco chiuso alla città da oltre 50 anni». E sottolinea: «Sarà un parco dove verrà tutelato il suo carattere naturale: non stravolgiamo il progetto iniziale da 1 milione e 800mila euro, per noi quello che comanda deve essere il bosco e non i troppi elementi esterni». Rispetto all’idea progettuale iniziale sparirà l’area pic nic: le altre aree (fitness, giochi, relax) resteranno ma senza penalizzare la biodiversità presente, con un approccio meno artificiale e impattante.

Viviani fa il punto sui cambiamenti concertati e decisi dalla giunta Salvetti rispetto alle carte iniziali. Novità che tracceranno il futuro di quell’oasi fronte mare di 42mila metri, tra via dei Pensieri e il viale Italia, contigua all’ippodromo Caprilli e al parco di Villa Letizia (qui ha sede l’Università della Logistica) riaperto dal Comune ai cittadini come parco pubblico alcuni mesi fa.

ALBERI E TAGLI

L’amministrazione e gli uffici competenti hanno già fatto una revisione puntuale della biodiversità presente nel parco. «Da un primo screening viene fuori che su gli oltre 250 alberi di leccio presenti fortunatamente solo una ventina sono compromessi e da togliere – spiega Viviani – I tronchi più grandi verranno riutilizzati in loco per pavimentazione, giochi e panchine». La cura del sottobosco è un altro aspetto caratterizzante.

NON E’ UN PARCO GIOCHI

Lo sottolinea con forza l’assessora: la Ceschina sarà un parco naturale. «Chi verrà non entrerà in un parco giochi: quello che qui comanda è e sarà il bosco».

LE NOVITA’

Insieme alle pratiche da sbrigare per la bonifica bellica, l’amministrazione sta anche facendo una revisione-prezzi con i listini nuovi. Con cifre più alte rispetto a quelle iniziali: da una parte i rincari, dall’altra l’attenzione alla biodiversità. Nel mezzo la scelta di ottimizzare. «Che vuol dire fare a meno di alcuni elementi esterni che avrebbero sacrificato parti di bosco e scegliere solo attrezzature compatibili col bosco, un po’ come si trovano nei parchi pubblici di montagna», va nei dettagli. E chiarisce: «In soldoni ribaltiamo l’approccio progettuale». L’assessora sarà pronta a raccontare, ai cittadini, quello che sarà in un momento di confronto pubblico che sarà organizzato per settembre, una volta ultimata la bonifica bellica che durerà un paio di mesi.

«Questa operazione sarà invasiva, si scava». E chiude con un chiarimento rispetto al confinante parco di Villa Letizia. «Ricostruiremo il muro che divide le due aree e manterremo il cancello chiuso o aperto a seconda delle esigenze: essendo Villa Letizia una sede universitaria è bene tutelarne le esigenze specifiche».l


 

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