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Ex dipendente delle Ferrovie uccisa in 20 giorni da un tumore
Livorno, aveva 65 anni. Il ricordo del fratello: «Famiglia e lavoro le sue priorità. Era una persona sorridente e buona d'animo»
LIVORNO. Un tumore l’ha uccisa in 20 giorni. «L’oncologa ci ha detto che è stato come uno tsunami», ricostruisce il fratello Roberto. È lutto in tutta la città per la morte di Paola Farnesi, 65 anni e storica impiegata livornese delle Ferrovie dello Stato scomparsa mercoledì 7 luglio in ospedale. La donna – sposata con Riccardo Scarpa e madre di due figli, il calciatore Michele e Giulia – a giugno aveva iniziato a sentirsi poco bene, perdendo l’appetito e accusando forti dolori alla colonna vertebrale. Da un controllo sanitario, purtroppo, il dramma: «Un cancro ormai in fase troppo avanzata – spiega il fratello Roberto Farnesi, in passato operatore di vigilanza all’ospedale – con le metastasi al fegato. Pensare che il 2 giugno era andata al mare con la famiglia. È una tragedia alla quale ancora non riusciamo a credere. Mia sorella era una donna buona d’anima, sempre sorridente, estroversa. Per lei, le priorità, erano la famiglia e il lavoro. Come impiegata del gruppo Fs era dislocata in via Provinciale Pisana, visto che era l’addetta al magazzino dei pezzi di ricambio, mentre nell’ultimo anno era stata trasferito, come sede, alla stazione centrale, al piano superiore dove ci sono gli uffici».
Paola abitava in Coteto. Un quartiere nel quale la sua famiglia era conosciutissima, basti pensare al fatto che il circolo Arci rionale, quello di via Campania, è intitolato proprio a suo padre Romano Farnesi. «Ha fondato il gruppo sportivo Nuova Coteto – ricorda Roberto – una società molto amata dai ragazzi della zona. A settembre l’autore Renzo Pacini scriverà un libro sul quartiere, si intitolerà “Casa popolare”, e un capitolo sarà dedicato proprio a nostro babbo».
Paola lascia i figli Michele, capitano del Forte di Bibbona calcio ed ex promessa del pallone con un passato negli allievi nazionali dell’Empoli, e Giulia (che nel polo livornese dell’università di Pisa sta studiando infermieristica). «Quest’anno mio nipote ha vinto il campionato – ricorda Roberto Farnesi – e da piccolo, quando era nel gruppo dei giocatori più forti del 1992 che poi hanno militato e militano in Serie A come Francesco Bardi e Federico Ceccherini, ha giocato anche contro Milan, Inter e Juventus. Sua mamma lo seguiva sempre alle partite. Oggi gioca nel calcio dilettantistico e lavora in Ferrovie. Aveva ricevuto un’offerta dall’Eccellenza, visto che è un difensore centrale molto forte, ma siccome chiedevano troppi allenamenti ha dovuto rinunciare a causa del lavoro. Era una promessa, se l’Empoli avesse deciso di valorizzare lui e altri ragazzi italiani anziché un gruppo di stranieri, avrebbe potuto togliersi grandi soddisfazioni pure nel calcio professionistico».
La camera ardente di Paola Farnesi è aperta da due giorni alla cappella mortuaria di viale Alfieri mentre stamani, alle 9.30, si celebrerà il funerale a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni nella chiesa dei Salesiani. l
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