Il Tirreno

Livorno

Diminuisce l’acqua sugli scaffali dei supermercati. Ecco le spiegazioni

Claudia Guarino
Diminuisce l’acqua sugli scaffali dei supermercati. Ecco le spiegazioni

Alcuni marchi sono introvabili per giorni. Signorini (Conad): «C’è qualche problema, ma per ora disagi ridotti»

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LIVORNO. È bene chiarirlo subito. Gli scaffali dei supermercati non sono vuoti. L’acqua in bottiglia, per adesso, si trova. E se non c’è una marca (come sta spesso accadendo in questi giorni nei supermercati di Livorno) ci sono le altre. Ma le difficoltà esistono. E non sono poche. Tanto che chi è del settore parla di «tempesta perfetta». Innanzitutto è estate, un’estate precoce, più secca che mai. E la domanda di acqua in bottiglia si è impennata. Poi c’è il nodo trasporti: mancano gli autisti, il prezzo del gasolio è alle stelle e c’è tutta la partita della reperibilità dei mezzi che, come accade per chi vuole comprare un’auto, non è immediata. Per tutti questi motivi, come confermano da Unicoop Tirreno, degli ammanchi nella reperibilità dell’acqua in bottiglia ci sono. Ecco dunque, nello specifico, perché in questi giorni può capitare che non troviate la vostra acqua preferita sugli scaffali dei supermercati livornesi.

Qui Unicoop
Ieri nel punto vendita Coop di Parco Levante mancavano alcuni pancali. Non c’era, cioè, la disponibilità di alcuni marchi di acqua. Ma il cliente, volendo, poteva scegliere gli altri. Unicoop Tirreno lavora facendo convogliare i camion con la merce in un paio di magazzini (uno dei quali a Vignale). Da qui poi i prodotti vengono smistati nei vari punti vendita. Da Unicoop fanno sapere che c’è un problema nella reperibilità dei camion e degli autisti a fronte di una domanda (quella di acqua minerale) che in questo periodo è andata alle stelle. Si fa dunque fatica a soddisfare l’intera mole delle richieste con i mezzi a disposizione. Tutto ciò avviene ogni estate, ma quest’anno è tutto amplificato perché il caldo è arrivato presto, è prolungato e segue Covid, guerra e aumento dei prezzi di ogni cosa. Insomma, «la tempesta perfetta», come la definisce Stefano Signorini, titolare dei supermercati Conad di via dell’Antimonio, via Giotto e via Karl Marx, a Stagno.

Qui Conad
L’imprenditore vuole rassicurare tutti: «al momento non si registrano grossi disagi – spiega –. E l’estate è sempre contraddistinta da questi problemi (dell’approvvigionamento dell’acqua in bottiglia, ndr). Solo che quest’anno si sommano anche il problema della reperibilità degli autisti dei camion e quello delle persone che, collegando la siccità dei fiumi e l’acqua in bottiglia, tende a fare incetta di acqua», che quindi sparisce prima dagli scaffali dei supermercati. Insomma, «ci sono una serie di fattori che rendono la situazione più a rischio del solito, ma noi al momento ce la stiamo facendo».

Nei supermercati Conad prima citati è stato anche messo a punto un sistema in grado di gestire gli acquisti per non rimanere sguarniti di un determinato bene. Per esempio: se un supermercato vende tutta l’acqua di una certa marca ordinerà più stock di altro tipo, così da non rimanere senza un bene. «Ma questo sistema non è stato ancora utilizzato, quindi vuol dire che il magazzino sta riuscendo a far fronte alle richieste. Ci sono piccoli disagi, ma è anche difficile capire a che punto della filiera sia l’intoppo». Un aspetto che potrebbe contribuire alla scarsità di un prodotto in determinati giorni è «il fatto che d’estate i camion non possono circolare nel fine settimana».

Qui Esselunga
E il discorso dei pochi autisti che guidano camion adibiti al trasporto di acqua (verso i supermercati e non solo) è chiamato in causa anche da Esselunga. Che lo qualifica come uno di motivi per cui, in questo momento, nel settore dell’acqua in bottiglia c’è qualche difficoltà di approvvigionamento. Questo vale anche nel supermercato di viale Petrarca, dove alcuni marchi mancano. L’impegno di Esselunga, da parte sua, è quello di creare meno disservizi possibili ai clienti e di garantire la presenza dell’acqua sugli scaffali. Caldo e trasporti, dunque, incidono sulla quantità di merce che arriva in negozio. Ma il settore degli autotrasportatori, in realtà, non sta vivendo un periodo particolarmente felice.

Qui trasportatori
«È vero che è soggetto a una forte carenza di autisti – conferma Alessandro Longobardi, coordinatore di Cna trasporti Livorno –, poi c’è il discorso del caro gasolio, dell’aumento di pneumatici e ricambi e della scarsità di mezzi». Che riguarda chi trasporta ogni tipo di merce, compresa l’acqua. «Noi abbiamo bisogno di almeno un altro autista, ma non riusciamo a trovarlo, il costo del carburante è alle stelle, le tariffe sono basse e poi c’è la questione dei pancali. Noi in un camion ne carichiamo 34 con le casse d’acqua. Poi li scarichiamo nei centri della grande distribuzione organizzata e dopo li dobbiamo riportare all’azienda. Consideri che se si rompono all’azienda li dobbiamo rimborsare noi. E finisce che in fondo all’anno siamo in debito di 7.500 pancali. Insomma, non è facile». Il racconto è di Nicola Pratali, responsabile amministrativo della ditta Trivella trasporti, che ha la sua sede alle porte di Livorno (in zona Navacchio) e che trasporta dalla Toscana prevalentemente nel nord Italia. E i suoi, come spiega Cna, sono problemi condivisi anche da altri trasportatori.

Chi muove merce non deperibile (tra cui l’acqua), spiega Pratali, «dal primo luglio non può circolare su strada il sabato dalle 8 alle 16 e la domenica dalle 7 alle 22». Insomma, i trasportatori fanno il loro meglio tra mille difficoltà. Altro soggetto della “filiera acqua in bottiglia” sono le aziende produttrici. Cioè quelle, per semplificare al massimo, che prendono l’acqua alla fonte, la imbottigliano e la vendono al consumatore.

Qui produttori
Lato produttori storia a sé fa San Pellegrino, che al Fatto Quotidiano di recente ha dichiarato, relativamente al marchio Levissima, di cui ha deciso di non pompare le vendite: «Il periodo di scarse manifestazioni piovose e nevose sta facendo registrare un livello non ottimale della portata della fonte. Poiché la protezione delle fonti rappresenta da sempre una priorità per l’azienda, si è deciso di diminuire l’emungimento di una quantità di acqua in linea con la naturale ricarica dell’acquifero, in un’ottica di tutela a lungo temine dell’ecosistema». Questo è il caso specifico dell’acqua Levissima. E anche se nell’immediato probabilmente la siccità non incide eccessivamente sul numero di bottiglie d’acqua esposte alla Coop (per citare un supermercato), è chiaro che a lungo andare può avere ben altre conseguenze. Perché potrebbe davvero intaccare le fonti. «Adesso non c’è relazione tra siccità e disponibilità di acqua minerale perché quella che imbottigliamo oggi è nel giacimento da molto tempo – spiega Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, che rappresenta varie aziende produttrici a livello nazionale –. Che ci siano delle avvisaglie di clima in cambiamento è chiaro e a lungo andare, se questa siccità dovesse diventare permanente, avremo dei problemi. Ma lo escludiamo». Per il resto i problemi non mancano anche da questo lato tra «una forte domanda», una vendita «a prezzi non remunerativi» e «l’aumento di costi di gasolio, legno, plastica e vetro». Insomma, sarà un’estate rovente per davvero. l

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