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Crollo sul Pontino, famiglie furiose: «Così quella scala resta un pericolo»
Via Solferino, la residente: «Qui troppe crepe»
LIVORNO. Sono rientrati nelle loro case gli inquilini della palazzina al civico 12 di via Solferino dove, un paio di giorni fa, è crollato uno dei gradini interni alla struttura proprio mentre stava passando una donna. Ma non tutti hanno deciso di tornare. «Hanno riparato la scala col cartone, io non mi sento sicura a vivere qui, tra muri con le crepe e scale a rischio crollo», dice Susy Lonzi, una delle affittuarie del palazzo, mostrando il portone rovinato e, successivamente, il gradino “nuovo”, di un verde acceso. Ma ricordiamo i fatti.
L’evacuazione
Domenica sera intorno alle 18 Maika, una delle inquiline, scende le scale del vano interno, quelle che portano all’androne. Ma a un certo punto le cede letteralmente la terra sotto ai piedi. Uno dei gradini crolla sotto il suo passo e lei, non si sa come, riesce con un balzo in avanti a evitare di precipitare. Non si è ferita, ma lo spavento è stato tanto. Dopo questo crollo i vigili del fuoco, intervenuti con una squadra al civico 12 di via Solferino, hanno evacuato per sicurezza le tre famiglie che abitano nello stabile e la palazzina è stata dichiarata temporaneamente inagibile. Gli inquilini sono stati fatti rientrare il tempo necessario per prendere lo stretto indispensabile, poi hanno passato la notte altrove, in attesa di avere notizie sullo stato dell’immobile.
Il rientro in casa
«Ieri pomeriggio (lunedì, ndr) è venuto un ingegnere a fare il sopralluogo – spiega Susy Lonzi –, e ieri sera mi ha chiamato il mediatore (una amministratore di condominio, ndr)per dirmi che saremmo potuti tornare a casa. Mi ha quindi chiesto di avvisare gli altri inquilini. Poi qualcuno è venuto a togliere il nastro dei vigili del fuoco, che quando sono tornata qui non c’era più. Tuttavia vorremmo avere qualcosa di scritto che attesti il fatto che i nostri appartamenti sono tornati agibili». Lonzi comunque al momento non si fida a rientrare in casa. «Credo servano dei controlli più approfonditi, sia sulle scale che sulle crepe che ci sono nel palazzo», dice Gabriela Maria Harn. «Io e mia figlia – aggiunge Lonzi – stiamo da mia madre, mentre il mio compagno è rimasto qui con i nostri due cani».
Bruna Cerretini, Gabriela Maria Harn e le rispettive famiglie, invece, sono tornate nelle loro case, seppur con una certa preoccupazione.
Le perplessità
«A mia figlia è andata bene – dice Bruna Cerretini, madre di Maika –. Ma se fosse successo a me, di vedermi franare il gradino sotto ai piedi, non so se avrei avuto la stessa prontezza di fare quel balzo in avanti. Insomma, qualcuno avrebbe potuto farsi del male davvero». Adesso le tre donne guardano sconsolate il gradino nuovo di zecca. «L’hanno sistemato col cartone e con un paio di assi – dice Lonzi –, poi credo che dentro abbiano messo un copertone. L’ingegnere ha detto che è tutto a posto, che sia la scala che i solai sono sicuri, perciò ci ha detto di rientrare, ma siamo tutti abbastanza scettici».
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