Gioco
Addio a Massimo, storico ambulante del mercato
Aveva un banco di abbigliamento al mercatino del venerdì. E’ morto a 61 anni
LIVORNO. Aveva cominciato il suo lavoro perché la mamma gestiva un negozio di abbigliamento. Così lui, per passione e per portare avanti la tradizione, si è immerso nel mondo del commercio. E in trent'anni di professione ne ha fatti tanti di mercati. Massimo Pistolesi è morto un paio di giorni fa, dopo una malattia, all'ospedale di Massa. Aveva 61 anni e lascia un grande vuoto nei cuori dei suoi parenti e degli amici che ieri, durante il funerale in Banditella, si sono stretti intorno alla famiglia. Ai familiari vanno le condoglianze di tutti i colleghi e di Marco Mainardi, vicepresidente Fiva Confcommercio. Pistolesi era molto conosciuto in città proprio per il suo lavoro di commerciante. Aveva un banco di abbigliamento e merce firmata al mercato del venerdì, ma lavorava un po' ovunque in Toscana. A Cecina, per esempio, ma anche a Pisa e a Viareggio. Sapeva farsi voler bene, Massimo. Perché aveva un carattere allegro e giocoso e riusciva a far tornare il buon umore a tutti quelli con cui aveva a che fare. Il suo lavoro gli piaceva molto. Adorava il contatto con il pubblico e al suo banco metteva tutto l'impegno che aveva. Aveva anche tante passioni. Giocava a calcio a livello amatoriale, per esempio. E gli piaceva molto la musica. Amava partecipare a pranzi e cene in compagnia degli amici. Quando poteva cantava e ultimamente stava imparando a suonare il pianoforte. Viveva ad Antignano e appena poteva si dedicava ai suoi hobby. Chi lo conosceva lo descrive come una persona allegra e gioviale. Gli piaceva trascorrere il tempo con gli altri e aveva sempre il sorriso sulle labbra. Durante le uscite con gli amici, in campo per la partita di calcio e anche quando allestiva il suo banco per il mercatino del venerdì. Era sempre gentile con i suoi clienti e in tanti lo ricordano come una persona di cui potersi fidare. Perché era aperto agli altri e alla vita, che affrontava col sorriso sulle labbra. E sono tantissimi i messaggi di cordoglio indirizzati alla famiglia di Massimo Pistolesi, anche tramite i social network. C'è chi lo ricorda ai tempi dell'infanzia e chi rammenta di un caffè bevuto insieme, di una giornata trascorsa fianco a fianco o quell'ultimo abbraccio proprio lì, di fronte al banco. Perché era un punto di riferimento per il mercatino di Livorno. Il venerdì una tappa da lui era d'obbligo. Anche solo per scambiare due parole e fare qualche risata insieme. Per trascorrere del tempo insieme, insomma, parlando del più e del meno. O per cercare quell'abito che Pistolesi sicuramente aveva in mostra sul suo banco al mercato. «Ciao Massimo, ci mancherai immensamente».
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