Il Tirreno

Livorno

Goldoni Luci sul risparmio

Il teatro Goldoni
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Il teatro Goldoni

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LIVORNO. Quando si accende un interruttore, al Goldoni, si accende tutto il Goldoni. Sembra un’iperbole, ma offre plasticamente l’idea dei costi del teatro dal punto di vista del dispendio enmergetico: enormi. Viviammo tempi non facili dal punto di vista energetico, e qualunque progetto possa ridurre gli sprechi balza in pole position nei desiderata delle amministrazioni locali ma anche del governo centrale.

Ecco dunque che la notizia del finanziamento per il Goldoni in arrivo da Roma, circa 650 mila euro, non solo inorgoglisce la città, visto che si tratta del secondo grande teatro che entra in questo progetto, ma soprattutto i cittadini: i soldi per le bollette del teatreo, dopotutto, sono di tutti noi.

I soldi

Il Decreto 452 attinge dai fondi del Pnrr ed è destinato a «migliorare l’efficienza energetica di cinema, teatri e musei»: finanziato dall’Unione europea – NextGeneration, ha premiato anche il Teatro Goldoni con uno stanziamento pari a 650.000 euro, a cui si aggiungerà un importante cofinanziamento del Comune di Livorno.

Si tratterà sicuramente del più importante, sia in termini tecnici che economici, intervento di riqualificazione del complesso teatrale Goldoni successivo alla riapertura del 2004.

Il cronoprogramma, che prevede l’inizio-affidamento dei lavori entro il 2022 ed il termine tra il dicembre del 2023 e il 2025, è stato studiato per evitare la chiusura delle attività ordinarie.

Lavoro di squadra

«Questo importante risultato, per il teatro e per la città è stato possibile grazie soprattutto ad un lavoro di squadra – spiega il direttore artistico del teatro Goldoni, Mario Menicagli – e voglio esprimere un sentito ringraziamento alla professionalità di tutti coloro che sono stati coinvolti in questo lavoro, a cominciare dal settore tecnico del palcoscenico ed organizzativo della Fondazione Goldoni sotto il coordinamento del dottor Andrea Pardini, ai due studi professionali livornesi (quello dell’Ing. Alessandro Baldi e della Ing. Evelina Canini) estensori del progetto tecnologico e della diagnosi energetica, che hanno lavorato in perfetta sinergia con gli uffici tecnici del Comune di Livorno».

Il percorso

Il decreto di assegnazione – viene fatto rilevare – arriva dopo un percorso che era iniziato con la pubblicazione dell’avviso pubblico per la presentazione di “Proposte di intervento per la promozione ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali e nei cinema, pubblici e privati nell’ambito del Pnrr”, avvenuto nel dicembre scorso: il ministero per i beni culturali ha nesso sul tavolo quattrini a fondo perduto – una bella fetta, fino all’80% della spesa sostenuta – per dar corso a interventi che riducessero i consumi energetici nelle sale teatrali e nei cinema, pubblici e privati.

In base al punteggio

Come ci si è arrivati? La concessione dei soldi è stata decisa in base al punteggio ottenuto tramite valutazione effettuata da una commissione: viene ritenuta la riprova della considerazione che il teatro livornese ha a livello nazionale. Le risorse disponibili? In tutto 200 milioni di euro: una metà per le sale teatrali pubbliche e private, l’altra metà per le sale cinematografiche. Con una sottolineatura specifica: il 40% dei fondi complessivamente disponibili sarà riservato alle regioni del Mezzogiorno.

C’è da dire che l’importo massimo dell’aiuto è fissato all’80% dei costi ammissibili se i contributi complessivi assegnati ad un singolo soggetto attuatore non superano la soglia dei due milioni di euro.


 

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