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Lucarelli e i gozzi: «Era il mio sogno di bimbo, ma babbo mi disse che avrei smesso il pallone»

Alessandro Lazzerini
Lucarelli e i gozzi: «Era il mio sogno di bimbo, ma babbo mi disse che avrei smesso il pallone»

L’appello di Cristiano: «Mi piacerebbe che si parlasse anche di chi era Barontini»

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Livorno “La Barontini è una gara importante, spettacolare e molto sentita in città. Mi piacerebbe però che si parlasse di più della storia di Ilio Barontini. In Francia su di lui hanno scritto anche dei libri, mentre magari a Livorno, nella sua città, non tutti lo conoscono». Cristiano Lucarelli va dritto alla storia, ai valori e ai trascorsi del partigiano livornese quando parla di una della gara di stasera, la più bella, la più carica di significati anche extra sportivi, turistici e storici.

L’ex bomber amaranto, oggi allenatore della Ternana in Serie B, ha parlato a lungo di gozzi e rioni durante la prima puntata di “Equipaggio misto” il talk show di “Praticamente Piazza XX” condotto da Eleonora Zacchi con Riccardo di Francesca e Luca Salemmi, al quale ha partecipato anche il sindaco Luca Salvetti in un simpatico botta e risposta sul mondo delle Gare Remiere.

Dopo la vittoria del Borgo Cappuccini nella Risi’atori, con i bianconeri che hanno conquistato anche la Coppa Santa Giulia, è il momento della Barontini, caratterizzata da quel percorso tra i fossi che spesso e volentieri rivela qualche sorpresa inattesa alla vigilia. Di sicuro la gara che termina proprio davanti alla cantina del San Marco Pontino è quella più entusiasmante da seguire visto il percorso e la vicinanza alle imbarcazioni con migliaia di livornesi che si affolleranno sulle spallette per spingere la propria imbarcazione. «Livorno è lo sport – commenta Lucarelli –. Ma non solo quello legato alle società e alle associazioni. Basta andare una sera sul lungomare per rendersi conto di quanto gente a Livorno vada in bici o a correre a livello amatoriale. Questo lo dico proprio per sottolineare il concetto di come la città viva di sport ed è una delle sue caratteristiche più belle. A volte noi non ci rendiamo neanche conto della bellezza e dell’importanza dei patrimoni di questa città, o magari lo facciamo solo quando siamo costretti ad andare via da Livorno».

Le Gare Remiere sono da sempre una serie di manifestazioni che, oltre ai tanti appassionati livornesi, attraggono anche tanti sportivi e non che di Livorno non sono, ma che magari si recano in città per godersi lo spettacolo. «Quelli che vengono da fuori apprezzano tantissimo la nostra città e prendono tanto da Livorno e dalla sua gente. Noi invece a volte non apprezziamo totalmente le cose belle di questa città e la straordinaria qualità della vita che c’è – commenta Lucarelli –. Mi piacerebbe che amassimo di più i patrimoni della nostra Livorno, perché è unica. Mi ricordo che lo scorso anno a Terni incontrai Roberto Massucci che di lì a breve sarebbe diventato Questore di Livorno. Appena me lo disse gli assicurai: “Vedrai che ti entrerà nel cuore”. E la scorsa settimana mi ha chiamato, dopo che era andato allo Stadio a vedere il Livorno, per dirmi che avevo ragione».

Una città vive anche, e soprattutto, di storia, di tradizioni, come le Gare Remiere un punto fisso di Livorno nel passato, nel presente e si spera nel futuro. «Insieme al Livorno Calcio, al Vernacolo e a tante altre cose, le Gare Remiere fanno parte della livornesità più profonda e sono un’espressione fantastica del nostro mare. Detto questo, ho giocato nel Livorno, lo scorso anno ho fatto il Palio, mi manca solo di fare la ‘Paciocca’ nel Vernacolo», scherza Cristiano con quell’ironia tipica di chi è nato e cresciuto col salmastro nei capelli.

Il bomber con la maglia numero 99 lo scorso anno ha partecipato alle Gare Remiere sull’imbarcazione del Labrone, ma quest’anno non ripeterà l’esperienza. «Lo scorso anno siamo arrivati ultimi e questo è un aspetto che digerisco sempre con grande fatica. Quest’anno ho avuto poco tempo per prepararmi e avevo detto che avrei partecipato solo se me lo fossi meritato – racconta –. Mi prendo una stagione di vacanza, ma per la prossima estate voglio essere in forma per partecipare a tutte e tre le gare più importanti, sempre che la mi’ moglie me lo permetta», promette sorridendo prima di sottolineare una volta di più l’importanza che ha avuto per lui il fatto di partecipare al Palio, un sogno che aveva fin da bambino.

«Babbo Maurizio – racconta – vogava per l’Ovosodo e quindi, anche se indirettamente, ho sempre vissuto il mondo delle Gare Remiere sin da piccolo e da vicino. È un mondo che mi hanno sempre affascinato e avrei voluto parteciparci già da giovane, perché sapevo che sarebbe stata una grande emozione salire sui gozzi con la maglia di un rione, che poi ho avuto la fortuna di provare lo scorso anno. Lo dissi a babbo, ma lui mi disse ‘se sali sulla barca poi smetti di giocare’. A conti fatti direi che mi è convenuto continuare a giocare a pallone». l

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