Toscana
«Il rio Maggiore è tornato una fogna». Allo stadio cattivi odori e rabbia
Il comitato e i residenti chiedono rispetto: «Stessa situazione di un anno fa, qui non si respira più» Cepparello: «Colpa dei gas di fermentazione, Asa è intervenuta». Ma ci sono altri scarichi abusivi
LIVORNO. L'odore è tornato nauseante, l'acqua è tornata torbida in diversi punti, il liquame è tornato a scorrere lungo il rio stombato per poi finire in mare. «Qui non si respira più: è una fogna a cielo aperto», allargano le braccia i residenti delle strade intorno al primo tratto di via dei Pensieri, lato viale Nazario Sauro. E dal Comune non nascondono che «verso via Rodocanacchi, nel tratto ancora tombato, potrebbe esserci qualche scarico abusivo».
LA SITUAZIONE
In realtà sembrava tutto risolto dopo le proteste della scorsa estate per gli scarichi abusivi e i cattivi odori, scoppiati in seguito allo stombamento del rio Maggiore nel tratto che corre alle spalle dello stadio: l'amministrazione e Asa erano intervenuti tra luglio e agosto 2021 installando una centralina idraulica di sollevamento delle acque di minima sotto al campo scuola, un dispositivo in grado di intercettare le acque sporche provenienti dalla fognatura bianca e riversarle nella fognatura nera. Ma ora, con il caldo e con le acque che ristagnano, i cattivi odori sono tornati. I residenti pretendono «rispetto», vogliono «risposte concrete», chiedono «una soluzione definitiva perché così non si può più vivere». Hanno anche appeso uno striscione sulla ringhiera del nuovo ponte di via dei Pensieri ("Stra-botro. Fogna a cielo aperto! Ora basta"), richiamando l'attenzione del Comune con un riferimento ironico al festival Straborgo. «D'altronde dovrebbero essere queste le priorità dell'amministrazione», attaccano i residenti Andrea Catania, Veronica Tinucci e Davide Bianchi da via dei Pensieri, dove però nel frattempo «qualcuno ha strappato il nostro striscione».
LE PROTESTE
I residenti parlano di una situazione igienico-sanitaria insostenibile e chiedono un incontro con il sindaco Luca Salvetti, Asa e Arpat, ma anche con la Regione e il Genio civile, responsabile dei cantieri post alluvione. «Saremo qui mercoledì prossimo alle 19: aspettiamo il sindaco, gli assessori, i consiglieri e le autorità», è il messaggio del comitato rio Maggiore. «Abbiamo inviato diverse segnalazioni ad Arpat, ai vigili urbani e all'assessora all'ambiente Giovanna Cepparello - aggiungono - ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta concreta. L'odore è disgustoso, per noi residenti è diventato impossibile anche aprire le finestre. Lo stombamento ha permesso sì di risolvere l'emergenza idrica, ma ora c'è un altro tipo di emergenza: quella ambientale».
COMUNE E ASA
È vero che lo stombamento del rio Maggiore è stato fondamentale per la sicurezza, ma è altrettanto vero che l'emergenza degli sversamenti e dei cattivi odori è rimasta nonostante la centralina. In base a quanto ricostruito all'epoca, il problema era all'innesto del rio Cavalleggeri - che porta le acque da quartieri come Coteto e Salviano - con il rio Maggiore, dove arrivavano acque bianche con scarichi abusivi. «Stiamo lavorando in sinergia con Asa, che su nostra richiesta ha controllato la centralina verificando che non ci sono guasti - chiarisce l'assessora Cepparello - il problema dei cattivi odori nasce dal fatto che, con il caldo, nel tratto tombato sotto al campo scuola dove c'è pochissima acqua, si accumula calore e si creano gas di fermentazione che vengono portati in superficie dal vento. Asa è intervenuta facendo un primo lavaggio per portare via l'acqua stagnante e ha installato un impianto di lavaggio che potrà essere aperto durante l'anno nei periodi più critici. Gli scarichi abusivi verso via Rodocanacchi? A breve faremo delle verifiche. Voglio comunque sottolineare che la situazione non è paragonabile all'emergenza dell'anno scorso e che stiamo monitorando le cose con grande attenzione».
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