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cronaca

La polizia rende omaggio alle guardie di pubblica sicurezza uccise dai nazifascisti

Collesalvetti: cerimonia a Nugola. Ricordato il sacrificio di Vittorio Labate (a cui è intitolata la sede della questura di viale Boccaccio) Nicola Bucci, Giovanni Cannata, Francesco Citro, Washington Copernico, Orlando Marinai, Umberto Petrucci e Orlando Tonietto


23 giugno 2022


LIVORNO. La questura ha commemorato la squadra di appartenenti al disciolto corpo delle guardie di pubblica sicurezza agli ordini del sottotenente Vittorio Labate, che con il proprio estremo sacrificio nel 1944 ha dato un contributo determinante alla liberazione di Livorno, alla presenza di autorità civili e religiose. A lui è intitolata la caserma della polizia di viale Boccaccio e all'iniziativa, alle 11 del 23 giugno, ha preso ovviamente parte anche il questore Roberto Massucci.
 
Nel 1944 nel capoluogo toscano le milizie germaniche intensificarono le azioni repressive, con numerose retate e conseguenti eccidi. La situazione fu catastrofica e molti si erano dati alla fuga. Il sottotenente Labate, da poco divenuto padre, comandava la tenenza agenti di Ardenza. Sentiva di dover far qualcosa per liberare il Paese e decidette di combattere il nazifascismo unendosi alle brigate partigiane. Verrà fatto prigioniero dopo un’aspra battaglia dal nemico tedesco insieme ai compagni con i quali viaggiava. Dopo due giorni di torture sarà fucilato. A distanza di qualche settimana la città di Livorno verrà liberata. Il sacrificio di quel valoroso poliziotto, morto a soli 25 anni, esempio fulgido di attaccamento al dovere e di sublime amore per la patria, grazie all’iniziativa di oggi, rimarrà a perenne ricordo. 
 
I martiri della furia nazifascista Nicola Bucci, Giovanni Cannata, Francesco Citro, Washington Copernico, Orlando Marinai, Umberto Petrucci, Orlando Tonietto e Labate affrontarono con straordinario coraggio le truppe di occupazione naziste, soccombendo nel impari lotta e poi resistendo alle indicibili torture per due giorni e due notti presso una villa nelle vicinanze di Crespina, finalizzate a conoscere da parte dei tedeschi l’esatto dislocamento della Terza brigata Garibaldi. Nulla è stato riferito dagli eroici servitori dello Stato.
 
Lo scorso  13 luglio, alla presenza del capo della polizia Lamberto Giannini, si è tenuta la cerimonia di intitolazione della sede distaccata della questura. Nell’occasione il prefetto Giannini che scopri la targa commemorativa accompagnato dal Duccio Incagli, disse: "Noi, noi tutti siamo il frutto del nostro passato e la famiglia della polizia di Stato si è forgiata sull’esempio dei nostri caduti. Sono loro che ci hanno trasmesso il vero significato di spirito di servizio, di senso del dovere, di sacrificio e di umiltà. E la volontà di migliorarsi sempre e di migliorare la nostra Amministrazione è alimentata anche dal desiderio di dimostrare che i sacrifici di chi ci ha preceduto non sono stati vani".

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