Il Tirreno

Livorno

Meno giorni e niente tavolate. Sarà una Festina dell’Unità

Meno giorni e niente tavolate. Sarà una Festina dell’Unità

Costi troppo alti e pochi privati: l’iniziativa scende da 17 a 5 giorni

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LIVORNO. Le forbici della crisi alla fine taglieranno anche la Festa dell’Unità. Costi troppo alti (tra suolo pubblico e corrente), meno sponsor, meno privati disposti a noleggiare gli stand e un’organizzazione che forse è arrivata un po’ lunga. Sta di fatto che alla fine la carrellata di eventi annunciata già a marzo dal Partito democratico per la Rotonda di Ardenza alla fine sarà parecchio ridotta, ben più che dimezzata: la Festa dell’Unità non sarà dall’8 al 24 luglio come previsto, ma – nella migliore delle ipotesi – dal 6 al 10 luglio. Non più 17 giorni, insomma, ma cinque.

Dimenticatevi le tavolate di zuppa e brace o i mega palchi per i concerti e i dibattiti. Sarà una festa dimagrita – “povera” per i critici, “snella” per gli ottimisti – con uno spazio-palco per i dibattiti e qualche spettacolo, qualche stand per lo street food e niente ristorantone classico, quello che ai tempi d’oro della festa sfornava migliaia di piatti e incassava migliaia di euro nelle infinite due o tre settimane di “occupazione” della Rotonda.

Ieri sera il segretario dem Federico Mirabelli e gli addetti all’organizzazione hanno convocato (non in via Donnini, ma su piattaforma digitale) tutti i segretari dei circoli per informarli della situazione e decidere come andare avanti. Un margine di cambiamento è ancora possibile, se è vero che nei giorni passati c’è stato anche chi ha azzardato ipotesi alternative, come un inedito trasloco in piazza XX Settembre o la riproposizione di una mini festa itinerante tra Shangai e Salviano. Ma la strada per scongiurare che salti tutto e salvare almeno le forme è tracciata. Ed è quella confermata ieri dallo stesso Mirabelli subito dopo l’incontro: cinque giorni alla Rotonda di Ardenza, punto. «Non facciamo il passo più lungo del dovuto, più di questo non sarebbe possibile fare, a prescindere dalla dimensione della festa è importante partecipare e viverla, sarà comunque la ripartenza dopo la pandemia...».

È vero, due anni fa la festa è saltata per colpa del covid e lo scorso anno è stata proposta in versione ridotta a Shangai. Ma era stato lo stesso Pd a marzo ad annunciare (con tanto di date di alcuni dibattiti, per esempio con l’assessore regionale Leonardo Marras, che dovrebbe restare l’8 luglio) il ritorno alla Rotonda in versione lunga. Un po’ come nel 2019, quando la festa tornò in riva al mare dal 14 agosto al primo settembre, dopo la vittoria del centrosinistra alle elezioni.

Del resto la Festa dell’unità è sempre stata un po’ lo specchio dei tempi. Come quando nell’agosto del 2014, dopo la storica vittoria dei Cinque Stelle, finì dentro all’ippodromo Caprilli che Filippo Nogarin si vantò poi dal palco di Beppe Grillo di avere fatto «disinfettare».

La prematura uscita del Pd a marzo e la riunione di ieri confermano comuque che qualcosa quest’anno non ha funzionato. Cosa? Intanto il partner Sicrea si è tirato indietro o qualcosa del genere presentando una fotografia non proprio rosea della situazione. A detta degli organizzatori, i privati sono stati decimati dalla pandemia e quelli rimasti sono impegnati su parecchi fronti, per esempio nell’“estate più lunga del mondo”, per dirla con le parole del sindaco...

In effetti sembra un’era geologica fa quando gli appuntamenti in città d’estate erano praticamente due – Effetto Venezia e Festa dell’Unità – e i ristoratori facevano a gara per affittare lo stand: l’appartenenza politica c’entrava poco o nulla, il ciabattare in riva al mare era trasversale. Ora, evidentemente, l’evento non è più così appetibile, non più di altri. Poi c’è il capitolo sponsor: dal partito si affrettano a rispondere che no, non ci sono problemi, ma dietro le quinte c’è anche chi racconta che, per esempio, molti storici finanziatori delle feste ora sono anche soci privati del Lem e già versano per gli eventi in città. Se si aggiunge il pagamento del suolo pubblico (si parlava di 20mila euro per i 17 giorni alla Rotonda) e la trafila degli imprevisti, ecco che la zuppa è fatta... l

Juna Goti

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di Redazione web