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Operazione anti-droga in Calabria: un arresto anche a Livorno
Inchiesta della guardia di finanza dopo la scoperta di una vasta piantagione di marijuana. Un trentaquattrenne è alle Sughere
LIVORNO. Spaccio di droga fra Gioia Tauro, in Calabria, e Livorno. Anche in pieno giorno e in zone frequentate da bambini. È quanto emerso da un’inchiesta della guardia di finanza di Reggio Calabria, coordinata dalla procura di Palmi. Sedici le misure cautelari: 12 agli arresti e 4 con divieto di dimora nel comune di residenza. Produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, combustione illecita di rifiuti pericolosi, resistenza a pubblico ufficiale, evasione e furto sono i reati contestati. Il blitz è scattato all’alba del 14 giugno nella Piana di Gioia Tauro, dove è stata individuata una vasta piantagione di marijuana situata su un terreno demaniale.
Gli arresti sono stati eseguiti anche a Livorno e Olbia: sono dieci italiani – residenti a Gioia Tauro, Rosarno e Palmi – un liberiano, un senegalese di 34 anni (lui è alle Sughere) e quattro ghanesi, di cui unocol reddito di cittadinanza, beneficio che verrà immediatamente sospeso. L'indagine è partita nel giugno 2021 quando un elicottero della sezione aerea di Lamezia Terme delle fiamme gialle ha individuato la piantagione nei pressi del termovalorizzatore di Gioia Tauro: 1.219 piante di cannabis e 14 chili di infiorescenze per un totale di 795,95 chili di marijuana. Le indagini hanno consentito di ricostruire come la piantagione fosse irrigata tramite un sofisticato sistema “a goccia” costantemente vigilato dagli indagati. Uno di questi si sarebbe recato giornalmente sul posto evadendo dagli arresti domiciliari. Quando la piantagione è stata sequestrata, alcuni indagati hanno tentato di dileguarsi tra i campi mentre altri si sono dati alla fuga. Gli indagati si scambiano foto anche via Whatsapp.
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