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Prigionieri di Straborgo: «Troppi cinque giorni,senza sonno nè lavoro»
«Caos e disagi, dev’essere solo una festa rionale»
LIVORNO. Straborgo, la voce di chi, in Borgo, ci abita tra disagi (parcheggi, orario, rumore e durata) e richieste per il futuro. La seconda edizione, durata 5, si è chiusa domenica 5 giugno e i disagi non sono mancati: . E a proposito dei disagi vissuti dai residenti, c’è chi ne sottolinea subito tre: i parcheggi, il rumore fino a tarda notte, la durata della manifestazione. Daniele Tosca, livornese di 49 anni che vive in Borgo Cappuccini, ci mette la faccia e dice la sua. È stato uno dei promotori del comitato “Borgo aperta e vera”, che si oppose alla pedonalizzazione dell’ultimo tratto di Borgo nelle sere d’estate.
A Straborgo non dice no a priori, ma chiede un confronto tra l’amministrazione e i residenti per intervenire sui problemi vissuti. «Il problema dei parcheggi va da sé, data la chiusura delle strade e di piazza Mazzini. L’orario: ogni giorno si è andati avanti fino alle due di notte, rendendo impossibile rientrare a casa fino a quell’ora, rumore e la difficoltà di dormire. Infine, la durata della manifestazione: quest’anno è stata allungata a 5 giorni, sono tanti per chi abita in Borgo e soffre i disagi provocati dalla manifestazione».
Le proposte. «Fare al massimo tre giorni, orario fino a mezzanotte per gli eventi e le attività coinvolte da Straborgo, trovare delle alternative per i parcheggi. Ad esempio, sotto la giunta Cosimi, durante eventi che interessavano il quartiere, fu data la possibilità ai residenti con lettera di parcheggiare sugli scali d’Azeglio». Durante questa edizione, intanto, come è riuscito ad affrontare la situazione? «Sono andato via il primo giorno di Straborgo e sono tornato a casa il lunedì mattina. Sono un libero professionista e mi sposto in auto per lavoro, quindi ho preferito andarmene, ma non sono l’unico ad averlo fatto. Chi ha avuto la possibilità è andato via. I tanti che sono rimasti hanno patito grossi disagi e penso alle famiglie con bambini». Straborgo nasce per valorizzare il quartiere e attrarre visitatori da fuori.
«Noi residenti non siamo contrari , ma se l’obiettivo è valorizzare il quartiere allora che sia una festa rionale. Abbiamo assistito a concerti di artisti che attirano i più giovani: belli, ma cosa c’entrano con la tradizione del rione? Per eventi che richiamano un pubblico così numeroso sarebbe meglio trovare altri spazi e strutture in città. Borgo ha vincoli e capacità limitate tanto nell’accoglienza, quanto nella logistica». L’assessore Rocco Garufo ha parlato di un evento che sta entrando nel cuore dei livornesi e di polemiche cristallizzate. Come rispondere? «Mi ha colpito questa frase, le nostre opinioni sono ordinate e logiche. Sappiamo tutti che veniamo da due anni di restrizioni e causa della pandemia e fa piacere che vengano organizzate delle manifestazioni. Chiediamo, per le prossime edizioni, un confronto costruttivo perché si tenga conto delle nostre esigenze. Cosa che quest’anno è mancata. Non cerchiamo polemiche fini a sé stesse, vogliamo essere coinvolti e sentirci parte in causa. Dalle dichiarazioni che abbiamo letto, tra gli intenti per il prossimo anno c’è quello di coinvolgere ancora di più i ristoranti. Bene, che si ascoltino anche i residenti per capire le loro necessità».
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