Il Tirreno

Livorno

Occhio all’assegno unico per i figli. Per migliaia a rischio gli arretrati

Mauro Zucchelli
Occhio all’assegno unico per i figli. Per migliaia a rischio gli arretrati

C’è tempo fino a fine mese, in ballo centinaia di euro per ogni famiglia

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LIVORNO. Un’onda di piena di 6mila domande in tutta la provincia, quasi la metà delle quali a Livorno città: tantissime le richieste transitate dal Caaf Cgil per compilare il modello Isee e dal patronato Inca della Cgil per l’invio dell’assegno unico. Numeri ben lontani dalle aspettative previste, anche perché nella nostra provincia si contano più di 52mila figli sotto i 21 anni (e donne dal settimo mese di gravidanza in poi) ed entro i confini della città capoluogo sono almeno 25.500: cioè sono quasi 21mila a Livorno città e poco meno di 43mila in tutto il territorio provinciale le famiglie destinatarie del nuovo assegno unico che ha riorganizzato gli ex assegni al nucleo familiare e le detrazioni fiscali.

A rischio di restar fuori

«Quindi o un enorme numero di famiglie si è organizzata con il fai-da-te e ha presentato per conto proprio la domanda online all’Inps o ci sono molte persone che rischiano di restare senza benefici nonostante abbiano diritto ad averli». Riccardo Perosa, responsabile del Caaf, e Antonella Digiambattista, direttrice del patronato Inca della Camera del lavoro, quartier generale in via Giotto Ciardi di fronte al PalaModì di Porta a Terra, partono da questi numeri per lanciare l’allarme: «Abbiamo promosso una capillare campagna informativa, ma abbiamo l’impressione che una larga fetta di famiglie non abbiano provveduto a presentare la richiesta».

Attenzione alla scadenza: la nuova normativa dell’assegno unico prevede la decorrenza del beneficio dal 1° marzo ed è possibile presentare la domanda entro il 30 giugno per ottenere gli arretrati dei mesi precedenti. Poi da luglio non più: una volta superata la scadenza del 30 giugno, si azzera la possibilità di avere gli arretrati. Dunque, anche chi ha diritto perde le mensilità precedenti e si vedrà riconosciuto il pagamento di quanto gli spetta solo dal mese successivo alla presentazione.

Unica misura di sostegno

L' “assegno unico” per i figli prende il posto, in un'unica misura di sostegno, dei vari bonus a vantaggio di chi ha figli: ad esempio, il bonus nido o il bonus bebè. Ha un importo differenziato a seconda di quale fascia Isee abbiamo: l’importo varia da 50 a 175 euro al mese per ciascun figlio fino alla data in cui compie i 18 anni (che possono salire a 21 se si tratta di studenti nel caso di studenti. Come spiegano dagli uffici della Cgil, l’importo può essere aumentato in caso di: 1) entrambi i genitori al lavoro; 2) se il figlio è disabile; 3) se si è famiglia numerosa. L’ “assegno unico” non accresce il reddito imponibile nella dichiarazione Irpef e può essere cumulato con il reddito di cittadinanza.

Cambiano i beneficiari

Di Giambattista e Perosa hanno fatto le loro valutazioni. La nuova normativa allarga la platea di quanti hanno diritto ad ottenere questo beneficio: non più solo chi ha un contratto di lavoro dipendente, ma anche i lavoratori autonomi e chi non ha reddito, compreso l’arcipelago dei precari, saltuari e inoccupati (i percettori di reddito di cittadinanza fanno caso a sé perché il nuovo assegno unico è inglobato in esso). Non solo: «Si è allungata l’età massima dei figli per percepire l’assegno, – viene precisato – si e passati dal limite dei 18 a quello dei 21 anni».

«Quindi, per quanto sia elevato il numero delle domande trattate come Cgil, avevamo stimato un numero maggiore di persone da accogliere presso le nostre sedi. Un vero assalto ai nostri uffici si è verificato a gennaio e febbraio per il rilascio dell’attestazione Isee per il 2022 e in quella circostanza siamo stati in grado di poter offrire l’assistenza per la compilazione e l’inoltro della domanda dell’“assegno unico” all’ Inps. Successivamente a quel periodo nonostante la martellante pubblicità governativa non ci sono stati picchi di attività nei nostri uffici».

Tanti non lo sanno

Risultato: può esistere una vasta gamma di lavoratori, cittadini che soprattutto al di fuori di realtà organizzate, possono non esser stati raggiunti dall’informazione e non sanno di avere la possibilità di ottenere questi benefici.

«Il valore dell’assegno unico può essere un aiuto importante a sostegno dell’economia familiare – tengono a sottolineare i dirigenti del Caaf e dell’Inca Cgil – soprattutto per le famiglie a basso o bassissimo reddito che sicuramente possono ottenere i benefici maggiori, ma allo stesso tempo possono essere coloro che sono poco informati del diritto». l




 

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