Gioco
Ex Grand hotel Corallo, Pietro Mascagni e la sua suite tra storia, gossip e meraviglia
La ricercatrice Menicagli racconta la vita e la morte dello storico albergo: un simbolo lanciato da Lorenzo Bertolini junior, figlio di quel Lorenzo Bertolini che “inventò” gli hotel di Lusso negli anni della Bell'Epoque
Livorno "L'Hotel Corallo, espressione più matura di un Badaloni che seguiva con entusiasmo il nuovo stile floreale fu inaugurato il 14 luglio 1907, iniziato nella primavera del 1905. Nella sua veste esteriore mostra maggiore ridondanza di volti di donna e di forme rotonde rispetto allo Stabilimento termale", il racconto è quello di Silvia Menicagli, giornalista pubblicista dal 2012, ricercatrice e appassionata di storia livornese e scrittrice. Queste notizie arrivano dal suo libro "Terme del Corallo, fatti e personaggi attorno alle Acque della Salute". Parla di quell'hotel chiuso alla città da quasi 10 anni e nel tempo strasformato in uffici che da qualche mese è sul mercato. E c'è un acquirente che ne vuol fare una struttura sanitaria.
Il suo interno era uno spettacolo di leggiadria ed eleganza. Il Terminus Grand Hotel Corallo, questo era il suo nome, di proprietà della Società Acque della Salute che aveva realizzato lo Stabilimento termale attiguo, fu preso in gestione nei primi anni da Lorenzo Bertolini junior, figlio di quel Lorenzo Bertolini che “inventò” gli hotel di Lusso negli anni della Bell'Epoque, dal famoso Grand Hotel di Cortina al Royale di Sanremo, ciò garantiva alla clientela che Bertolini aveva avvezzato al lusso ed al moderno comfort di poter trovare anche a Livorno gli stessi standard.
Nel 1913, Bertolini decise di ritirarsi dalla conduzione dell'Hotel e tutto il “mobiliare” compreso biancherie, servizi di posate e suppellettili fu messo all'asta per pubblico incanto. La gestione del Corallo, sebbene ridotto della sua eleganza e preziosità originaria, passò a Rodolfo Petrolini, che ritroviamo anche in quota societaria ed infine, dal 1922 e presumibilmente fino allo scoppio della seconda guerra, passò nelle mani del ragioniere Achille Favilla, una autentica competenza giunta da una carriera brillantissima.
Favilla diede in gestione il salone restaurant ad Arturo Berlucchi il quale si avvalse di uno chef internazionale conosciuto sia a Parigi che a Londra. L'Hotel Corallo, era uno dei primi Hotel ad avere l'ascensore elettrico, ad essere illuminato da centinaia di lampadine ed avere l'acqua corrente calda e fredda nelle camere, in più di poter fruire di campo da tennis, skate e Terme annesse.
L'appartamento reale era al primo piano, al centro, questo comprendeva una sala da pranzo, un salotto chiamato “la Sala dorata”, una camera da letto con adiacente guardaroba e bagno, tutti i mobili erano in Stile Luigi XVI ed aveva il balcone. Il maestro Pietro Mascagni invece, vi soggiornava come cliente abituale tant'è che aveva la sua suite privata chiamata “Camera del Mascagni” posta esattamente sopra il portone d'ingresso, laddove la bellissima finestra trifora, elemento perfettamente corrispondente ai dettami dello Stile Liberty, ancora occhieggia. Un gossip racconta che il Maestro vi abitasse con la moglie, ma che ospitasse in altra stanza ai piani superiori la sua storica amante. Il declino dell'Hotel Corallo è segnato dalla data nefasta del 1968, così come per tutto il Complesso della Salute. Un bel giorno viene requisito per dare alloggio ai terremotati della Sicilia, abiteranno lì in sovrannumero e per un tempo lunghissimo, ne uscirà devastato, dopo è solo una triste storia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
