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La festa dei carabinieri torna all'era pre-Covid, il colonnello saluta la città: «I livornesi sono straordinari»
Livorno, il comandante provinciale dell'Arma a fine estate lascerà il suo incarico: «Accoglienza incredibile della popolazione, mi rivedrete»
LIVORNO. «Giungo al termine del mio mandato, visto che a settembre lascerò l’incarico di comandante provinciale dei carabinieri, eppure è la prima volta che parlerò in pubblico durante la festa dell’Arma. L’emergenza Covid, purtroppo, ha stravolto le nostre abitudini. Costringendoci a celebrarla in forma privata. Livorno è una città alla quale rimarrò profondamente legato. Sono stato accolto, anche grazie al grandissimo lavoro del mio predecessore Alessandro Magro, in modo incredibile e lascio dopo tre anni colleghi che sono diventati amici e un mondo istituzionale con il quale ho collaborato in maniera splendida. Qui, da privato cittadino, tornerò spesso».
Per la prima volta da quando si è insediato come responsabile provinciale dei carabinieri, nel settembre 2019, il colonnello Massimiliano Sole si appresta a celebrare la festa dell’Arma con la tradizionale cerimonia che tutti noi conoscevamo prima del Covid. Con la fanfara e tutti i reparti al completo nel cortile della caserma di viale Fabbricotti.
Colonnello, oggi l’Arma celebra il 208° anniversario dalla sua fondazione. Ritornare “dal vivo”, dopo l’emergenza Covid, è emozionante.
«Sì, sarà una giornata splendida che vivremo nel rispetto delle normative. Ma finalmente, la caserma, in quest’occasione si riapre alla città».
Com’è il suo rapporto con Livorno?
«Magnifico. Come in tutte le città di mare, ti sembra sempre di stare in vacanza. È l’incedere del tempo che cambia rispetto agli altri luoghi. E la qualità della vita è elevata».
Che cosa lascia a Livorno?
«Amici, prima di tutto. Poi colleghi. E una rete istituzionale con cui la collaborazione è stata ottima. Senza voler dimenticare nessuno penso alla prefettura, alla questura, al Comune, all’Accademia navale, ai vigili del fuoco e a tutto il mondo dei “club service” e delle associazioni. Con loro i rapporti sono sempre stati sani e leali. Assieme abbiamo svolto tantissime iniziative».
A proposito di iniziative. Molteplici sono stati gli incontri con gli alunni delle scuole.
«Il nostro impegno per la diffusione della “cultura della legalità” non si è mai fermato nemmeno durante la pandemia. Nel pieno rispetto della normativa sanitaria, in presenza o in didattica a distanza, i carabinieri d’intesa con l’ufficio scolastico provinciale hanno incontrato solo quest’anno circa 2.700 alunni, appartenenti a più di 130 classi di 35 scuole tra elementari, medie e superiori. Entusiasmante ed estremamente proficua la collaborazione con la questura e ringrazio l’amico Roberto Massucci per avermi voluto al suo fianco nei numerosi incontri con i nostri ragazzi nell’ambito del programma “Scegli la strada giusta”.
Poi quali altre iniziative ricorda con più affetto?
«Il memorabile concerto in Terrazza Mascagni della Banda dell’Arma dei carabinieri (che si è esibita in mondovisione in occasione della finale della Coppa Italia di calcio) e che in quell’occasione, era il 19 settembre 2020, è stata la prima delle bande musicali istituzionali ad avviare quello che ormai è divenuto un evento irrinunciabile nell’ambito del Mascagni festival. Sempre qui ricordo il supporto logistico fondamentale fornito dalla Seconda brigata per la realizzazione del recentissimo “Gran ballo risorgimentale. Inoltre Livorno, sui canali social dell’Arma, non è mai mancata con le foto dei suoi splendidi scorci».
Ci dia qualche numero della vostra attività provinciale.
«Dal 1° gennaio 2022 quasi 7.000 sono state le richieste di intervento alle centrali operative di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio, mentre 25.213 le persone che si sono rivolte a un nostro comando, 167 al giorno. Oltre 8.400 le pattuglie e più di 16.000 i carabinieri impegnati nell’attività di prevenzione, circa 56 servizi svolti e 109 militari impiegati ogni giorno, a cui si aggiungono 390 servizi di ordine pubblico. Le nostre stazioni ricevono la media di 27 denunce al giorno per un totale, nel primo quadrimestre, di 3.238 reati segnalati, servizio che è stato orgogliosamente garantito anche durante il lockdown più duro».
Numerose le operazioni concluse negli anni in cui lei ha guidato il comando.
«Recentemente, insieme alla polizia, abbiamo fermato una banda di ragazzini che devastava i negozi. I furti negli esercizi commerciali, purtroppo, sono un fenomeno problematico. Mentre proprio alla vigilia della quarantena un importantissimo risultato è stato raggiunto nella lotta al narcotraffico internazionale. Il 24 febbraio 2020 il nucleo investigativo ha sequestrato oltre tre tonnellate di cocaina in un container in porto. Si tratta del più imponente sequestro degli ultimi 28 anni, il secondo operato in Italia».
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