Gioco
Da tutta la Toscana a Livorno per Straborgo, "Oltre 18mila persone ai concerti"
Bandabardò e Cisco, Tananai, Ditonellapiaga, Bobo & SuRealistas, parla Toto Barbato mente degli appuntamenti musicali: traguardo centrato, ecco come lo abbiamo raggiunto
Livorno «In due edizioni di Straborgo abbiamo praticamente raggiunto i traguardi che volevamo conseguire nell’arco di quattro-cinque edizioni». Quali? «Fare di Straborgo una festa popolare aperta a tutti e conosciuta in tutta la Toscana. Sia l’anno scorso, seppur con le limitazioni legate alla pandemia, che quest’anno è venuta molta gente da fuori Livorno, risultato che rispecchia la mission della Fondazione Lem, organizzatrice della manifestazione». Chi parla è Toto Barbato, direttore artistico dell’associazione culturale The Cage e mente dell’organizzazione dei quattro concerti che hanno animato il grande palco di piazza Mazzini da mercoledì a sabato 4 giugno (Straborgo si chiude oggi, domenica 5 giugno).Banbardò e Cisco, Tananai, Ditonellapiaga e Bobo Rondelli & SuRealistas: questi i quattro super concerti che hanno portato a Livorno oltre 18mila persone.
Quanto pubblico si conta in totale?
«L’area davanti al palco ha una capienza di 4mila persone che è stata raggiunta in quasi tutte le serate. In più si è vista tanta gente anche ai lati del palco. La piazza Mazzini è talmente grande che può accogliere migliaia di persone che possono muoversi liberamente. È una risorsa che non era mai stata sfruttata fino in fondo prima».
La politica dell’ingresso libero ha pagato?
«Sicuramente. Ed è una scelta nata già l’anno scorso, in cui però dovemmo mettere un prezzo simbolico per adeguarci ai protocolli legati alla pandemia ed evitare problemi di ordine pubblico nonché una capienza massima di mille persone».
La scelta degli artisti: come è maturata e cosa dire a posteriori?
«La mia idea era quella di orientarla sui più giovani. Ma dopo un confronto con l’assessore Rocco Garufo, che ringraziamo tutti per l’iniziativa e il coinvolgimento, abbiamo deciso di accontentare anche un pubblico più adulto. La cosa bella a cui abbiamo assistito, però, è che in alcuni concerti, tipo quello di Tananai, cantavano tutti, sia i ragazzi che i più grandi. La scelta di Tananai è emblematica: dal punto di vista artistico e musicale l’obiettivo è anticipare i tempi, provare a ingaggiare artisti nel momento in cui non hanno ancora sfondato, con la speranza che poi lo abbiano fatto quando arrivano sul palco. Con Tananai è successo. Peraltro subito dopo il suo concerto, Tananai ha partecipato alla diretta Instagram di Fedez per lanciare il nuovo singolo fatto dai due con Mara Sattei. E Tananai lo ha fatto da Livorno, mostrando in diretta chi e cosa c’era intorno a lui. Anche questa è promozione della città, non ci si ferma solo al concerto. Quella della Bandabardò con Cisco è stata una scommessa, ma ho visto tanto amore per quello che stanno facendo, si sono rimessi in discussione ed è stato apprezzato. In generale, se la scelta è quella di far stare bene la gente bisogna cadere sul mainstream, ma noi cerchiamo di portare eventi di qualità. È stato così l’anno scorso con Ariete e Frah Quintale, oltre che per gli Zen Circus naturalmente, e si può dire lo stesso quest’anno per Tananai e Ditonellapiaga. In ogni caso, si parla di musicisti veri, non di comparse».
Fin qui tutto bene, ma cosa c’è da migliorare? Qual è la strada per il futuro?
«Mi auguro che già da settembre-ottobre, se saremo sempre noi gli interlocutori, ci troveremo per parlare di Straborgo 2023. Questa è la via per far funzionare la manifestazione, altrimenti si perdono le occasioni. Quanto ad altre iniziative, visto che Livorno è una città che esprime tanto nello sport, a me piacerebbe allestire nella prossima edizione un piccolo villaggio sportivo dedicato agli sport urban come lo skate, ma anche esibizioni di hip hop e simili. Sarà importante continuare a remare tutti nella stessa direzione, come adesso. Dietro Straborgo c’è un’idea chiara di partenza, realizzare una festa, non qualcosa di autocelebrativo».
Quest’anno cade il ventennale del The Cage: che valore ha?
«Voglio pensare che Straborgo sia la prima iniziativa che facciamo per festeggiare questo traguardo. Ne seguiranno altre da settembre. Vent’anni sono tanti, non ce lo saremmo mai aspettato, ma siamo felici che oggi il The Cage sia un marchio riconosciuto in tutta Italia per la produzione e organizzazione di eventi di cultura». l
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