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Tenta di rubare a casa di Alfio Bartoli, compianto dirigente sportivo livornese
Livorno: la porta blindata ha scoraggiato il malvivente che è poi fuggito. Il figlio: «L'abitazione è vuota, cosa pensava di trovare?»
LIVORNO. Ha tentato di rubare a casa di Alfio Bartoli, il compianto e indimenticabile dirigente sportivo livornese scomparso due anni e mezzo fa a 89 anni. Ma per fortuna, il ladro, si è trovato di fronte l’ingresso blindato e dopo aver distrutto la controporta si è dato alla fuga inquadrato dalle telecamere a circuito chiuso posizionate fuori e dentro l’abitazione di via di Popogna.
Ennesimo tentato furto in città, con un malvivente – come si vede nell’immagine a destra, quella registrata da una videocamera, vestito con una maglia bianca a maniche lunghe, un paio di pantaloni corti mimetici e scarpe chiare forse di marca Adidas – che con attrezzo da scasso ha tentato il furto in una casa che però è vuota, senza alcun oggetti di valore all’interno. «Dentro non c’è niente – racconta il figlio Andrea – e non so proprio che cosa pensasse di trovare questa persona. Corre il rischio di essere denunciata per cosa? Non capisco davvero...».
L’episodio è avvenuto poco prima delle 23 del 2 giugno, il giorno della Festa della Repubblica, ma il figlio del grande dirigente sportivo – per 70 anni, in provincia di Livorno, ha organizzato una marea di gare ciclistiche, partite di pallavolo e meeting di atletica – se ne è accorto solo il 4 giugno dopo aver notato l’ingresso forzato e visionato i nastri delle telecamere.
Ieri mattina, quindi, sul posto è intervenuto un equipaggio della Squadra volante della questura, con gli agenti che hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione insieme ad Andrea Bartoli per verificare che non mancasse niente. Il malvivente, infatti, a entrare non ce l’ha fatta.
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