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«Non voleva uscire dall’agenzia immobiliare»: a processo un ex generale dell'esercito
Livorno, il militare in congedo rivoleva la caparra della casa: imputato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni
LIVORNO. È entrato nell’agenzia immobiliare, in quel momento chiusa al pubblico, per riavere indietro l’assegno con cui aveva versato la caparra per affittare casa a suo fratello. «Se ne vada, abbiamo chiamato la polizia», la risposta della segretaria dopo i ripetuti inviti ad andarsene. E così un generale dell’Esercito in pensione si è ritrovato imputato per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, pena massima un anno di reclusione.
I FATTI
Il sessantaseienne Alessandro Lombardi, assistito dall’avvocato Fabio Squarcini, si è già opposto al decreto penale di condanna notificatogli nei mesi scorsi, perché si reputa innocente. Tutto è accaduto fra il 25 e il 27 marzo del 2019. Al militare in congedo, dopo aver firmato il contratto e fornito le garanzie richieste, la titolare delle Amministrazioni immobiliari Bianca Francesca Viscoli (l’agenzia con cui si era interfacciato per affittare un appartamento in via Fiorenza) aveva chiesto un ultimo documento che però non era in grado di consegnare in tempi rapidi. Per questo, la mattina del 27 marzo, ha chiesto in modo risoluto di annullare tutto (gli assegni sono ancora in custodia alla società). Presentandosi nel corridoio dell’ufficio senza appuntamento. In aula, ascoltato dal giudice Alberto Cecconi e dal pm, lo ha ripetuto più volte: «Sono entrato nel condominio perché i dipendenti di altri uffici stavano uscendo – ha spiegato – poi sono rimasto nel corridoio spiegando che non sarei andato via fintanto che la Viscoli non sarebbe arrivata. Sono andato via quando hanno telefonato al 112 perché secondo me, la polizia, dovrebbe essere chiamati per questioni più importanti di questa». L’ex generale, ritenendo ingiusta l’ultima richiesta, voleva riavere i soldi. Presenti, davanti a lui, la segretaria dell’agenzia Camilla Gamba e un amico della titolare, Francesco Sardo, entrambi ascoltati come testimoni.
LE TESTIMONIANZE
Sardo, Gamba e Viscoli – quest’ultima denuncerà alla polizia l’ex militare e si costituirà parte civile, assistita dall’avvocato Federico Cantini – hanno sottolineato di «non aver ricevuto minacce da Lombardi». «Ha citofonato, ma non gli è stato aperto perché eravamo chiusi – ha spiegato Viscoli – ma è riuscito a entrare. Alla mia dipendente ha ripetuto: “Non me ne vado”. Si è presentato come generale, dicendo: “Non sa chi sono io”. È stato aggressivo e arrogante, ma no: non ci ha minacciato».
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