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Ferrovia per la Darsena, il ministro vuol incontrare le istituzioni locali

Mauro Zucchelli
Ferrovia per la Darsena, il ministro vuol incontrare le istituzioni locali

Il progetto Raccordo Fs deve andare in parallelo con l’espansione a mare

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Livorno Il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini riprende in mano il filo delle iniziative sul fronte (ferroviario) del porto di Livorno: al centro dell’attenzione c’è l’esigenza di realizzare anche lato terra un ammodernamento delle infrastrutture in grado di reggere l’aumento di traffici che dovrebbe concretizzarsi quando l’entrata in funzione della Darsena Europa avrà eliminato le strozzature geografiche che da lungo tempo bloccano l’accesso delle navi portacontainer più grandi.

Giovannini lo fa a pochi giorni dalla proposta di Teresa Bellanova, viceministro dello stesso dicastero delle infrastrutture, in un incontro organizzato a Livorno da Italia Viva e Azione: ma nella lettera di Giovannini non c’è traccia di quell’idea di suddividere in due fasi il “progetto Raccordo” perché è molto complicato trovare la somma intera.

Detto per inciso, lo fa in risposta a una lettera del deputato dem Andrea Romano: non sfuggirà che c’erano state scintille fra Pd e renziani nel botta e risposta a distanza in occasione dell’arrivo della viceministra a Livorno.

Ma questo è il contesto. Il menù del giorno dice che il ministro vorrebbe «organizzare un momento di confronto su tali temi entro la fine di giugno»: un faccia a faccia che dovrebbe riguardare «la condivisione con il territorio e le autorità locali» sulle «prospettive di avvio» di questa serie di miglioramenti della rete ferroviaria a servizio del porto di Livorno (e, aggiunge Giovannini, in vista della «valorizzazione degli investimenti previsti» con la maxi-Darsena).

Il “progetto Raccordo” riguarda il bypass della stazione di Pisa e i collegamenti alle spalle dell’interporto di Guasticce con la Collesalvetti-Vada (sia verso nord che verso sud) per “saltare” le gallerie del Romito e far viaggiare senza problemi via treno le merci, anche quelle su vagoni di maggiori dimensioni. Serve per smaltire l’afflusso in entrata e in uscita dal porto, visto che con la Darsena Europa si conta di raddoppiare i container (dagli 800mila teu attuali man mano fino ad arrivare a 1,6 milioni), senza dimenticare che l’espansione a mare offrirà nuovi spazi anche a “autostrade del mare” e altre tipologie di traffico.

La replica del ministro è stata messa in moto da una lettera che nella prima metà di aprile il parlamentare livornese Andrea Romano aveva inviato a Giovannini dopo una riunione sulle questioni infrastrutturali con la Regione Toscana (il presidente Eugenio Giani e l’assessore Stefano Baccelli), il Comune di Livorno (il sindaco Luca Salvetti) e l’Authority di Palazzo Rosciano (il presidente Luciano Guerrieri). Era stato Romano anche a sollecitare un incontro fra ministro e istituzioni del territorio.

Sia chiaro, nella sua lettera Giovannini non arriva con un pacco di qualche centinaio di milioni di euro nella valigetta per metterli sul tavolo e dire: ok, tutto, pronto, la facciamo domattina. Ma, pur nella genericità dei riferimenti possibili oggi come oggi, ricorda che: 1) sullo “scavalco” «il contratto è in fase di stipula, così come sono già in corso su aree Rfi gli interventi propedeutici alla fase realizzativa; 2) «sono state avviate le attività per lo sviluppo del progetto definitivo» del “progetto Raccordo”; 3) si dovranno recepire «le prescrizioni formulate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in sede di approvazione del piano di fattibilità tecnico-economica», in particolare relativamente alle «modifiche progettuali che hanno riverberi sugli aspetti ambientali»; 4) si prevede di avviare l’iter ambientale di competenza del ministero della transizione ecologica «auspicabilmente entro il prossimo mese di giugno/luglio».

Ma, oltre a quel che non dice – lo ripetiamo, non c’è accenno alla suddivisione in due fasi ipotizzato dalla vice Bellanova – è soprattutto il quinto tassello del puzzle che suona interessante alle orecchie livornesi: parlando del “progetto Raccordo” ricorda che , «a conclusione della fase progettuale, si avvieranno lòe attività negoziali per poi procedere alla fase realizzativa stimata, da Rfi, in circa 4 anni». Beninteso, non significa che fra quattro anni avremo il “progetto Raccordo” fatto e finito ma che i lavori per farlo portano via quattro anni. Comunque, un orizzonte temporale che, magari andando un po’ a spanne, potrebbe essere in parallelo con quello della Darsena Europa. l




 

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