Gioco
Pizzino al Galoppo, il caso è chiuso: «Rivedremo le modalità d’accesso»
L’incontro in Comune. I gestori: «Dispiaciuti per quanto è successo»
LIVORNO. È pace fatta tra Valerio Vergili e i gestori del Pizzino al Galoppo. Dopo il polverone alzato nei giorni scorsi le due parti si sono incontrate in Comune, alla presenza del sindaco Luca Salvetti, e hanno messo un punto alla questione. Con i gestori che si sono scusati, sottolineando il loro impegno per l’inclusione e nel rivedere le modalità d’accesso al locale e con Vergili che ha accettato le scuse dicendo di aver capito che i gestori tengono all’integrazione. Tutto, lo ricordiamo, è iniziato con la segnalazione del garante delle persone con disabilità che ha detto di essere stato mandato via dal Pizzino perché di lì a poco sarebbero arrivati i giovani e avrebbe rischiato di essere «asfaltato».
I gestori del locale avevano detto che si era trattato di un malinteso e che non c’era stata, da parte loro, l’intenzione di discriminare Vergili. È in quell’occasione che avevano parlato della linea tenuta all’interno del loro locale: il venerdì e il sabato da una certa ora in poi possono rimanere solo i giovani. Cosa che ha fatto storcere il naso a molti e che è diventata anche argomento di consiglio comunale, tramutandosi così in caso politico. Il sindaco, in quell’occasione, ha sostenuto di aver chiesto chiarimenti ai titolari di Pizzino affermando che «se venisse confermata la linea di una gestione come quella paventata (con la frequentazione del locale legata alla carta d’identità, ndr) l’amministrazione non potrebbe accettarla». I gestori, da parte loro, hanno scelto di rimanere in silenzio fino all’incontro di ieri, che sembra sia stato costruttivo. «Un po' di leggerezza nel gestire la situazione, qualche frase inopportuna e un’idea di organizzare le presenze per fasce di età impedendo ad altri di età diversa di poter rimanere nel locale, questi gli errori ammessi dai gestori – fanno sapere dal Comune –. Dispiacere per essersi trovato in una situazione assurda e la voglia di sottolinearla per richiamare alcuni valori che vedono questa città rifiutare qualsiasi tipo di discriminazione, queste le posizioni ribadite dal garante Vergili». Detto ciò, «dall’incontro è emersa la voglia dei gestori di evidenziare alcuni concetti base della loro attività, in primis l’inclusione, poi l’indirizzo di offrire ai ragazzi un luogo di aggregazione». I gestori hanno ribadito le scuse, si sono impegnati a rivedere le modalità di accesso al locale e Vergili ha detto che le loro parole gli «hanno dato speranza perché parlando a cuore aperto mi hanno dimostrato quanto tengano all’integrazione». Il caso, insomma, sembra chiuso.
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