Il Tirreno

Livorno

La mostra

L’artista Stefano Pilato e il quartiere di Borgo Cappuccini a colpi di foto: «La gente del rione ve la racconto io»

L’artista Stefano Pilato e il quartiere di Borgo Cappuccini a colpi di foto: «La gente del rione ve la racconto io»

L'esposizione dell'artista all'interno del festival Straborgo

3 MINUTI DI LETTURA





Livorno «In Borgo ci sono nato e cresciuto, questa mostra fotografica è un tributo alle persone e ai personaggi che hanno segnato le epoche di un quartiere molto colorito e folkloristico».

Chi parla è Stefano Pilato, anche lui a suo modo personaggio, sicuramente professionista e artista che a Straborgo torna quest’anno con il suo progetto di ricerca votato alla memoria e alla testimonianza di ciò che il rione Borgo Cappuccini rappresenta per la città e per chi lo vive.

Un omaggio a un rione cittadino che è un pezzo di storia. Per i suoi personaggi, per le sue botteghe. Per come era e per come è oggi.

Il progetto si chiama “Bar Orione Borgo dei Cappuccini, la Gente di un Rione” ed è nato qualche anno fa per far conoscere e valorizzare, attraverso una mostra fotografica stradale, la gente e i personaggi vissuti nel quartiere. Lanciata lo scorso anno, torna con un upgrade con quattro nuovi pannelli di fotografie degli abitanti del quartiere, soprattutto della metà del secolo scorso, dislocati tra Borgo dei Cappuccini, via delle Navi e via degli Asili.

«La raccolta di numerose immagini, durata diversi anni, mi ha portato a concepire – spiega Pilato - un allestimento direttamente sulle pareti dei palazzi in corrispondenza approssimativa degli scatti fotografici originari, lungo un tratto di Borgo dei Cappuccini e di vie limitrofe. Complessivamente saranno in mostra circa 150 fotografie disposte su 22 postazioni, corredate da didascalie in italiano e in inglese. Anche quest’anno sarà ripetuta la proiezione di immagini selezionate sulla facciata di uno dei palazzi di via delle Navi».

Qual è l’arco temporale dei volti e delle immagini che i visitatori incontreranno passeggiando per le vie animate dall’evento in corso fino a domenica 5 giugno? È l’artista a rispondere.

«Sono presenti ritratti degli anni Venti e Trenta, foto di comitive di amici degli anni Cinquanta, artigiani e bottegai che hanno popolato un quartiere che, anche se non come nel Novecento, continua a vivere attraverso i suoi nuovi abitanti e le sue nuove attività. Ma il passato arriva fino a ieri, quindi i miei scatti raccontano anche il nostro tempo».

Potenzialmente è un lavoro di ricerca dal tempo indefinito: «Sì, è un work in progress che può crescere sempre di più. Dopo il successo dell’anno scorso, ad esempio, sono riuscito a raccogliere più materiale e ne ho già in cantiere per il prossimo anno, quando vorrei realizzare un’audioguida che accompagni la visione delle immagini».

Come altri quartieri, anche Borgo è un pezzo di città che ha subito cambiamenti, ma senza perdere la sua anima ed è anche su questo che punta il progetto di Stefano Pilato, che in Borgo Cappuccini ha il suo studio. A dimostrazione dell’amore che l’artista ha per quel quartiere che si intreccia col passato, presente e futuro.

«Gli abitanti del quartiere, e non solo, sono cambiati ed è importante dare loro una testimonianza della storia del quartiere, dove abbiamo visto saracinesche abbassarsi, ma la vita sociale è un bene prezioso da coltivare e io spero di dare un contributo». l

D.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web