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la polemica

Caso-Pizzino, lo sfogo: «Cacciati dopo la cena perché troppo vecchi. Siamo rimasti allibiti»

I gestori  hanno deciso che dopo una certa ora il venerdì e il sabato al Pizzino possono entrare solo i giovani. La decisione ha scatenato diverse polemiche e la questione è stata dibattuta  anche  durante l’ultimo consiglio comunale
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I gestori hanno deciso che dopo una certa ora il venerdì e il sabato al Pizzino possono entrare solo i giovani. La decisione ha scatenato diverse polemiche e la questione è stata dibattuta anche durante l’ultimo consiglio comunale

Livorno, non si placano le polemiche intorno al locale dell’ippodromo: il racconto di Giulia della serata al Pizzino al Galoppo

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LIVORNO. «Ci siamo seduti al tavolo, abbiamo ordinato e, solo dopo che ci hanno portato da bere, hanno detto che una volta finita la cena saremmo dovuti andare via. Il motivo? Sarebbero arrivati i giovani e noi eravamo troppo vecchi. Non mi sembra il modo di rapportarsi alle persone. E, come è successo a Valerio Vergili, anche io mi sento discriminata: in base all’età». Il racconto è di Giulia Profeti, 48 anni, che dice di essere andata a cena con un gruppo di amici da Pizzino al Galoppo, locale di cui parla, un paio di fine settimana fa. E di essere rimasta «allibita» per come sono andate le cose.

Non si placano dunque le polemiche intorno al locale dell’ippodromo dopo che il garante delle persone con disabilità ha raccontato di essere stato mandato via «perché stavano arrivando i giovani».

E dopo che è stata svelata la filosofia dei gestori: il venerdì e il sabato, da una certa ora in poi, al Pizzino c’è la serata con musica e possono rimanere solo i più giovani, gli altri sono invitati ad andarsene. Una storia, questa, che è diventata anche un caso politico ed è finita all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale.

I gestori del Pizzino, contattati dal Tirreno, ribadiscono che parleranno durante l’incontro a cui parteciperanno anche Valerio Vergili e l’amministrazione che si svolgerà oggi pomeriggio. Qualche giorno fa, comunque, hanno detto che sul caso di Vergili c’è stato un malinteso: «Non discriminiamo nessuno».

«Quello che è accaduto a Vergili non è stato un malinteso – racconta Profeti –. Io e alcuni amici, qualche sera fa, siamo arrivati al Pizzino intorno alle 22. Dopo averci preso l’ordine un uomo ci ha detto che potevamo stare per la cena, ma non per il dopo cena, perché poi sarebbero arrivati i giovani. A me quella di buttarci fuori sembrava una decisione eccessiva e gliel’ho fatto presente. Ma lui ha risposto che l’orientamento del locale è questo, che la scelta fatta li ha premiati e avrebbero mantenuto questa linea. Alla fine dopo cena abbiamo pagato e abbiamo lasciato il locale. Ma sono rimasta allibita dalla modalità usata per mandarci via e dalla leggerezza con cui ormai si discrimina tra chi può entrare o meno in un locale pubblico».

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