Gioco
Cacciucco, cavalli, fortezze e cinema. A Livorno l’estate dura fino a novembre
A Firenze il cartellone degli oltre 500 eventi tra fossi, Terrazza, Goldoni, Caprilli, Gorgona e per le strade dei quartieri
LIVORNO. Dimenticare Livorno per ritrovare Livorno. Meglio per riscoprire Livorno. Si può così sintetizzare l’impalcatura cultural spettacolare lanciata dall’amministrazione comunale che ridisegna il volto della città, il suo più autentico, inedito e solidale, allestendo un cartellone monstre, una scia di appuntamenti senza soluzione di continuità, da qui a dicembre, simbolicamente raccolto nello slogan “L’estate più lunga del mondo”, che sono stati presentati ieri mattina a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze.
Non sappiamo se il progetto entrerà nel Guinnes dei primati, ma certo le ambizioni non si nascondono così come le condizioni di ammissione ci sarebbero tutte, dal momento che a metterli in fila, gli eventi in programma sfiorano quota cinquecento. Una sorta di pozzo di San Patrizio da cui emergono, giorno dopo giorno, sera dopo sera, offerte di intrattenimento le più varie e diversificate, per tutti e a tutti rivolte, una piattaforma coinvolgente e inclusiva, che non vuole escludere nessuno, ma anzi che fa dell’accoglienza, nel suo significato più nobile e quotidiano, il punto di forza, il valore aggiunto.
La kermesse abbraccia e copre tutta la città, di cui evidenza la vitalità e l’eccentricità, coi suoi quartieri storici e i suoi luoghi simbolo, dalla Terrazza Mascagni alla Fortezza Vecchia e Nuova, dai Granai di Villa Mimbelli ai Bottini dell’Olio, dal teatro Goldoni a Villa Trossi, evidenziandone attraverso una rete di percorsi integrati e correlati, la sua indiscussa vitalità e coesa eccentricità, e coltivando al tempo stesso quelle che di Livorno sono, per così dire, le intrinseche vocazioni: partendo dallo spirito di accoglienza e dalla sedimentazione urbana che l’ha resa una città cosmopolita (l’unica che può realmente fregiarsi di questo titolo in Toscana) fino alla riscoperta (aggiornata ai nostri giorni) dell’anima marinara e del piacere dell’avventura ad essa legata.
Insomma muoversi in questo “mare magnum” che alterna spettacoli d’ogni tipo (prosa, danza, cinema, musica, performance, installazioni site specific) con mostre, incontri, presentazioni editoriali, momenti ludici e sportivi, conditi da succose pause enogastronomiche (compresa una imperdibile tre giorni “Caciucco Pride” dal 16 al 18 settembre) mentre rispolvera la stagione ippica all’Ippodromo Caprilli (dall’11 giugno al 21 agosto e poi dal 12 novembre al 31 dicembre) e ingloba al suo interno i “piatti forti” che hanno contrassegnato in questi anni la programmazione culturale del capoluogo labronico, può essere un valido motivo per visitare la città e con l’occasione scoprirne il suo lato più autentico, quello cioè di una toscanità inedita, non marcata dalle canoniche cartoline artistico ambientali.
Nell’impossibilità di dar conto di tutte le iniziative (sotto troverete una sintesi) ne segnaliamo alcune fra le più intraprendenti e rivelatrici dello spirito della kermesse: Scenari di Quartiere (6-12 giugno) , Festival Mascagni (9 luglio-3 settembre), Effetto Venezia (3-7 agosto) , Con-fusione Festival (3-11 settembre) , Teatri d’Autunno (14 ottobre-13 novembre), Fi-Pi-Li Horror Festival (28-31 ottobre), fino agli Street Games (29-31 luglio), al CortoMuso Festival che si terrà in agosto e al Livorno Music Festival in programma dal 16 agosto al 10 settembre.
Quanto alle mostre spiccano in maggio quelle dedicate a Piero Gilardi al Museo del Contemporaneo e a Lindsay Kemp a Villa Mimbelli, seguite a giugno dal “Progetto Gorgona” ai Bottini dell’Olio, a settembre da “Mira Maodus a Villa Mimbelli dove a ottobre si installa pure il “Premio Combat Prize”.
«Decollata il 19 marzo in coincidenza coi suoi 416 anni visto che era il 1606 quando il Granduca Ferdinando la elevò a rango di città – ha sottolineato il presidente Eugenio Giani – l’estate viene celebrata nella città forse più moderna tra quelle storiche toscane e che oggi è un centro eccezionale di vita, aggregazione, intrattenimento e socialità grazie anche allo spirito di apertura che le danno il mare e il porto che contagiano il suo modo di fare cultura. Per questo proporrò al sindaco Salvetti che il prossimo anno Livorno si possa chiamare città della cultura in Italia».
Il sindaco Salvetti ha voluto evidenziare il fatto che sono «moltissime le persone coinvolte nella realizzazione degli eventi, tutti animati dalla voglia di ripartire dopo l’emergenza sanitaria».
E ha segnato due caratteristiche importanti: «Il rapporto con i quartieri, che con gli eventi diventano più sicuri e più vivibili e l’aspetto legato allo sport.
Livorno è universalmente riconosciuta come città dello sport (detiene il più alto numero di medaglie olimpiche tra le città italiane) e lo sport può essere un veicolo di attrazione per turisti e visitatori. Tante quindi le iniziative sportive, ricordo le gare remiere e a settembre “Strabilianti”, una tre giorni tutta dedicata allo sport paralimpico”».
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